Foto copertina del libro Emily Dickinson. Gemma oscura di Paola Tonussi, Edizioni Ares, 2026
Di Emily Dickinson, poetessa americana dell’800, mi ha sempre colpito una frase, che anni fa riportai in un diario, come un epigramma: “Non c’è vascello che possa eguagliare un libro per portarci in terre lontane.”
Mi riconoscevo pienamente in queste parole; ho sempre amato i libri per la loro capacità di aprire orizzonti, di far sognare, di far viaggiare la mente.
Ora ho scoperto perché questa oscura donna del New England avesse scritto le parole che tanto mi avevano colpito: l’ho scoperto leggendo il volume di Paola Tonussi, Emily Dickinson Gemma oscura, edito da Ares.
MOLTO PIÙ DI UNA BIOGRAFIA
Apparentemente si tratta di una biografia, ma in realtà è molto di più.
Innanzitutto la scrittura di Paola Tonussi è incantevole: è un saggio con un tono narrativo che è anche poetico, ed è quindi il miglior stile per raccontare una vita particolare come quella della Dickinson. In secondo luogo, questo libro non si preoccupa di ogni aspetto della biografia della poetessa, ma ce ne rivela l’anima, attraverso una serie di quadri della sua esistenza. Allo stesso tempo i vari aspetti della sua vita – la famiglia, gli amici, gli incontri, gli avvenimenti- sono raccontati nella loro essenzialità.
Paola Tonussi ha una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e una in Lettere Moderne conseguite cum Laude presso l’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di letteratura europea e americana tra ‘800 e ‘900, con una predilezione per gli autori modernisti. Insegnante alle scuole superiori, poi Docente a contratto di Teoria dell’Educazione Letteraria e di Didattica della Letteratura all’Università Ca’ Foscari, è membro della Brontë Society britannica e collabora con “Brontë Studies”, rivista internazionale di studi brontëani, e con riviste e magazine letterari italiani.
La Tonussi si è approcciata con estrema delicatezza alla vita e all’opera della Dickinson, quasi con empatia.
UN INCIPIT SIGNIFICATIVO
I versi che ha posto come incipit del libro sono estremamente significativi:
Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se allevierò il Dolore di una Vita
O guarirò una Pena
O aiuterò un pettirosso caduto
A rientrale nel Nido
Non avrò vissuto invano
Sono parole che esprimono la sensibilità, il cuore mite della poetessa, e probabilmente anche della biografa.
LA NASCITA DELLA LETTERATURA AMERICANA
Il libro- come detto- ci rivela l’anima profonda di Emily Dickinson, la cui vita è inscritta nel periodo 1830- 1886, un periodo in cui l’America, questa ex colonia inglese, assume sempre più una propria identità. L’America dell’espansione verso Ovest, verso le coste del Pacifico, ma anche verso Sud, strappando terre al Messico, e dovendo anche affrontare drammi come la Guerra Civile, l’abolizione della schiavitù, lo sviluppo industriale. Furono anni in cui nacque anche la letteratura americana, con romanzieri quali Nathaniel Hawthorne, che nella Lettera Scarlatta che inaugura il romanzo storico americano chiama la coscienza americana a fare i conti con il proprio passato Puritano, e Herman Melville, che con Moby Dick scrisse una vera epica ambientata sugli oceani. Nella poesia brillò la stella libera e selvatica di Walt Whitman, ma nel nascondimento della sua casa nel Massachusetts una giovane donna componeva poesie straordinarie che l’America e il mondo avrebbero conosciuto solo dopo molto tempo.
CHI ERA EMILY DICKINSON?
Emily Dickinson apparteneva ad una famiglia severa e di tradizioni puritane del New England. Questa regione che comprende più Stati fu tra le prime a essere abitata dai coloni inglesi, qui vissero le famiglie americane più antiche e influenti, che imposero un forte senso religioso, legato a rigide tradizioni puritane.
Emily era una ragazza intelligente e brillante, ma era unaanche una timida e riservata ribelle.
A scuola si sentiva costretta dal sistema a professare pubblicamente la religione cristiana, mentre la ragazza aveva maturato una visione scettica della religione e, infatti, abbandonò presto la scuola e proseguì gli studi da autodidatta.
Anche se la Dickinson era scettica nei confronti della religione, o meglio, della Chiesa istituzionale, nutriva un forte interesse per la sfera spirituale, questa contraddizione tra il dubbio e la ricerca appassionata della “verità” è alla base della sua intensità poetica.
La sua fu una vita vissuta in solitudine, una solitudine intensa.
Mantenne un’intensa corrispondenza con alcuni amici selezionati, mostrando un grande interesse per gli eventi storici e le tendenze culturali più importanti del tempo, come la Guerra di Secessione americana, l’abolizionismo, e per la filosofia di Ralph Waldo Emerson.
UNA SCRITTRICE DAL VALORE NON RICONOSCIUTO
La scrittrice prese contatto con alcuni editori per pubblicare le sue opere, ma il suo reale valore non fu riconosciuto; uno di questi editori, Thomas Wentworth Higginson, un letterato molto noto nel New England, le consigliò di non pubblicare i suoi scritti e Emily prese la decisione di non rivolgersi a nessuna casa editrice in futuro. Continuò a scrivere per se stessa e per coloro che la amavano. Incluse molte delle sue poesie nelle lettere che scriveva a parenti e amici e queste lettere costituirono l’unico contatto che stabilì con il mondo esterno.
Conservava queste poesie scritte su foglietti accuratamente ripiegati e cuciti tra loro con ago e filo, in un cassetto della sua camera e furono ritrovate da sua sorella Lavinia solo dopo la sua morte avvenuta nel 1886 a causa di una nefrite; esse mostrano una fervida e intensa immaginazione che contrasta con la sua vita priva di eventi.
La poesia di Emily Dickinson ha come temi centrali la solitudine e il silenzio, luoghi dell’anima dai quali la poetessa osserva il mondo, ne sente i drammi, si rattrista e gioisce. Al margine del “Grande Paese” americano,Emily descrive accuratamente lo “spazio interiore, quello dell’animo umano. Un viaggio insolito e affascinante.