Cimabue, San Francesco, Sec. XIII, Assisi, Basilica Inferiore San Francesco d’Assisi, Pubblico dominio Fonte File Wikipedìa: San Francesco.jpg – Creato: XIII – Caricato: 17 settembre 2023
San Francesco d’Assisi fu un grande santo, un alter Christus, e già questo ci dice abbastanza di questa straordinaria figura, oggi pateticamente ridotta a iconcina pacifista, ambientalista, ecumenica e “buonista”. Ma soprattutto Francesco fu un esempio per la cristianità del suo tempo, tanto da meritarsi il titolo di riformatore della Chiesa. Un riformatore agli antipodi di quell’altro, rivoluzionario ed eretico, che la Chiesa la spaccò in due, mettendo fine alla christanitas e spalancando le porte ai successivi nefasti totalitarismi che hanno insanguinato il mondo e l’Europa.
Ristabilire la verità storica su Francesco è quanto mai necessario perché egli fu e resta un esempio; anche per il mondo contemporaneo, in quanto rappresenta una sfida alla modernità, pure all’interno della Chiesa, che oggi avrebbe bisogno di un’altra grande riforma francescana per tornare a quella fede cristallina e virile incarnata dal Serafico che al contrario dell’uomo contemporaneo, completamente ripiegato su se stesso e sui propri desideri spacciati per diritti, che si illude di poter recidere ogni legame col proprio Creatore elevando a divinità la propria nullità, visse in austera castità, scandalo per l’odierna promiscuità sessuale, nel combattimento continuo, scandalo per il pacifismo di tanti imbelli laici ed ecclesiastici, nel rispetto delle gerarchie, con grande irritazione per chi coltiva il ribellismo rivoluzionario, nello zelo per la verità, che smentisce l’ecumenismo relativista, nel disprezzo per le realtà terrene, irridendo l’idolatria ecologista, mentre i suoi modi nobili e generosi sconcertano il pauperismo ideologico.
La sua predicazione ardente e radicale nel combattere e condannare il male è un implacabile atto d’accusa contro quello spirito di compromesso tipico della mentalità anche clericale, secondo la quale la prudenza imporrebbe di evitare l’estremismo portando, tra il bene e il male, a scegliere un male “minore”, magari presentandolo come se fosse l’unico bene possibile.
E qui viene alla mente la scandalosa recente uscita del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, secondo il quale la legge omicida che legalizza l’aborto «non è in discussione».
Se quello prima appena accennato fu il “vero” san Francesco, niente di strano che soprattutto i “progressisti” si siano dati tanto da fare per falsificare e strumentalizzare la figura e il messaggio del santo d’Assisi, poco incline al compromesso e vero antidoto ai veleni della modernità.
Del resto più la testimonianza di un santo è contraria allo “spirito del mondo”, più il mondo cerca di cancellarne la memoria o almeno di deformarne il messaggio e per farlo lo sostituisce con un simulacro adeguato allo “spirito del tempo”, in cui scompare tutto ciò che non è conforme alle ideologie e alle mode della mentalità contemporanea. E questo è avvenuto specialmente con Francesco, tra i più grandi santi della storia.
Per capire chi fu veramente il Serafico basterebbe accostarsi alle fonti storiche francescane o più semplicemente iniziare da qualche buon libro che da quelle fonti è stato tratto. Come quello che Libertà e Persona offre al link sotto riportato
SAN FRANCESCO ANTIMODERNO di Guido Vignelli
(foto: San Francesco – Cimabue; disponibile gratuitamente per condivisione e uso)