Santa Giovanna d’Arco: «A noi la battaglia, a Dio la vittoria».
E così, nel quasi totale silenzio generale, tentando di non fare trapelare la notizia tenendola sotto traccia, viene approvato il “DDL Valditara”.
Malgrado l’accanita opposizione e le proteste della gran parte dell’ala progressista, con l’approvazione definitiva al Senato (78 voti a favore, 38 contro) diventa legge l’obbligo del preventivo consenso informato nelle scuole.
Un passo importante per tutti coloro che da 13 anni lottano costantemente contro le ideologie introdotte nelle scuole senza l’accordo di coloro che hanno la priorità educativa dei figli: i genitori.
LA VITTORIA DEL POPOLO DEI FAMILY DAY
Proprio coloro che hanno riempito le piazze nei Family Day, ai quali è stato detto che si inventavano tutto e che avevano “amici immaginari”, e che si sono sentiti stretti in una morsa venendo discriminati quando si toccavano questi temi, e che sono stati bollati come persone che avevano del “tempo da perdere” ad andare in piazza a manifestare. Ebbene, questo popolo è lo stesso che ha gridato che “il re è nudo”, sono le stesse persone che sono andate controcorrente, informandosi in rete, non ascoltando la narrativa ufficiale imperante e soprattutto crescendo i figli cercando di trasmettere loro i valori fondati sul diritto naturale, per non farli manipolare dai promotori di una ideologia opprimente.
Oggi queste persone sono in festa, perché finalmente è stato riconosciuto il ruolo prioritario educativo dei genitori messo sin troppo spesso in discussione da coloro che desiderano un indottrinamento centralizzato.
COSA CAMBIA CON QUESTA LEGGE?
Da oggi ci si chiederà: “cosa c’è di strano? È normale chiedere il consenso ai genitori relativamente a certi temi”. Purtroppo, cari lettori, da un po’ di tempo a questa parte non era più così e chi ha avuto i figli a scuola negli ultimi anni lo può testimoniare.
Leggiamo la notizia battuta da ANSA del 04.06.2026: “Il testo si propone di informare le famiglie e gli studenti maggiorenni affinché possano esprimere il proprio consenso informato preventivo, per iscritto, a iniziative extracurriculari e agli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi attinenti all’ambito sessuale.
Più in particolare, per le scuole medie e superiori l’acquisizione del consenso informato dei genitori – o degli stessi studenti se maggiorenni – diventa obbligatoria. Prima di chiedere l’autorizzazione, l’istituto deve fornire alle famiglie informazioni dettagliate su obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti.
Per chi non firma, la scuola è tenuta a predisporre attività formative alternative. Diversa la disciplina per le scuole dell’infanzia e primaria: qui il divieto è assoluto. Questi argomenti, stabilisce la legge, non possono essere affrontati in alcuna forma. “
STOP AI CORSI IDEOLOGIZZATI
Troppo spesso abbiamo assistito a corsi effettuati nelle scuole da persone non titolate, ideologizzate, usando testi e materiale inadeguato, usando metodologie altamente discutibili.
Da oggi tutto questo passerà sotto la lente d’ingrandimento e forse tutto ciò che sino ad ora è passato indisturbato, perché “love is love” e “ognuno può essere ciò che pensa di essere”, non avrà più campo così libero. Grande merito va attribuito a tutti coloro che si sono battuti per il diritto di priorità educativa dei genitori, come previsto nei seguenti articoli di legge:
― L’articolo 26, 3° comma della Dichiarazione Universale dei Diritto dell’Uomo recita: “I genitori hanno il diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli”.
― L’articolo 2, della Convenzione Europea sulla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo prevede: “Lo Stato nel campo dell’insegnamento deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche”.
― L’articolo 30 della Costituzione Italiana afferma che “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”.
ProVita & Famiglia, una delle associazioni più attive in questa lotta, afferma: “Legge Valditara vittoria storica per famiglie. Ora Osservatorio su libertà educativa e stop Carriera Alias”.