RILIEVI CRITICI SULLE BOZZE DELLE INDICAZIONI NAZIONALI (TERZA PARTE)

Se nella parte precedente ho sottolineato gli aspetti didatticamente interessanti dell’insegnamento di Lingua e Letteratura italiana presenti nelle Bozze delle Indicazioni nazionali per i licei, in questa ‘puntata’

evidenzio i suggerimenti che non mi convincono sulla base dei risultati ottenuti in tanti anni di esperienza.

Il ministero propone ai docenti di scegliere, fra i contenuti, quelli ritenuti più idonei per una determinata classe e per gli interessi degli studenti poiché risulterebbe più utile e conveniente leggere di meno, ma meglio, piuttosto che leggere superficialmente molte cose. L’affermazione può trovare un immediato consenso sulla base del semplice buon senso. Sono anche suggeriti i criteri con cui operare tale scelta: il fatto di privilegiare un determinato tema (ad esempio l’avventura o l’amore, ecc.), o un genere (la poesia epica, la lirica, ecc.) o lo sviluppo cronologico (le opere del Due-Trecento, ecc.). Ebbene, a mio avviso, su questo punto è bene precisare alcune cose.

Studiare letteratura italiana significa incontrare un intero corpus di opere che si è sviluppato nel corso della storia seguendo una direzione principale da cui si sono poi sviluppati diversi rami collaterali costituiti da generi e sottogeneri. Tuttavia, tali forme posteriori sono contenute in nuce nelle grandiose produzioni sorte agli albori della letteratura la cui nascita coincide con l’affermarsi della capacità dell’uomo di relazionarsi con gli altri per scopi non solo pratici, ma espressivi e artistici. Le narrazioni mitiche delle origini, l’epica, la tragedia, ecc. sono il fondamento di ciò che accadrà dopo nel campo libero della cultura. Nell’ambito della letteratura, come anche, per esempio, in quello della filosofia, i classici sono generativi delle manifestazioni successive. In altri termini, l’incontro con un’opera letteraria è prima di tutto incontro con una storia e la storia è un intero. Per questa ragione, che definirei epistemologica, non è utile saltare interi periodi o procedere per temi. Mancherebbe il quadro entro cui collocare il particolare.

Ma c’è anche una ragione didattica per la quale consiglierei agli insegnanti di seguire l’ordine cronologico e di tralasciare il meno possibile. Gli studenti comprendono di che cosa si sta parlando se hanno presente un percorso che parte da un punto e arriva a un altro, cioè, se ha senso il loro procedere sia nell’accezione di direzione, sia nell’accezione di significato. Le due accezioni si integrano, ovviamente.

Quanto poi al consiglio che le Indicazioni ci suggeriscono di evitare la superficialità per cui sarebbe meglio fare poco ma bene, piuttosto che molto e male, direi che c’è un’altra modalità, oltre alle due citate. Ho cercato di proporre ai miei studenti contenuti essenziali, intendendo con tale termine l’essenza di un’opera, la sua natura profonda. La lettura e il commento hanno proprio lo scopo di far emergere l’idea di fondo su cui è costruito tutto il resto. Quanto più un’opera è un capolavoro tanto più tale idea irradia attorno a sé cerchi concentrici di straordinaria ricchezza, in tutte le direzioni. Quanto più un’opera è un capolavoro tanto più raggiunge il lettore di ogni tempo e situazione e interagisce con lui generando riflessività e creatività.

Infine, l’insistenza sugli ultimissimi anni del Novecento e sui primi anni Duemila appare eccessiva, soprattutto, a fronte di una riduzione e di una scelta selettiva delle opere dell’età moderna dal Seicento all’Ottocento. Per esempio, sul Seicento italiano, anzi dal Manierismo (seconda metà del Cinquecento) in poi, pesa un giudizio piuttosto negativo. In realtà, sia nelle arti che nella letteratura molti sono gli elementi di grande interesse. Se poi allarghiamo doverosamente lo sguardo oltre il contesto italiano incontriamo opere straniere di valore straordinario come La vita è sogno di Calderon de la Barca o Amleto di Shakespeare. E fra le cosiddette opere minori come privarsi di leggere qualche pagina di Fede e bellezza di Niccolò Tommaseo o qualche verso della poesia Sant’Ambrogio di Giuseppe Giusti? Certamente poca cosa in termini quantitativi, ma ne trarremmo senza dubbio molti spunti per capire il nostro presente. Non credo sia con l’attualità che comprendiamo il tempo in cui viviamo; piuttosto occorrono strumenti idonei – che i classici ci forniscono – per inoltrarci con qualche luce in più nel mistero dell’essere umano. Nel prossimo mio contributo sulle Indicazioni nazionali vedremo a chi le Indicazioni potrebbero soprattutto giovare e quali effetti potrebbero avere.

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Author: Maria Giovanna Fantoli

Fantoli Maria Giovanna è nata l’8 maggio 1959, a Novara, dove vive attualmente. Laureata in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e in Lettere moderne presso l’Università Statale della medesima città, ha conseguito il dottorato in Scienze Pedagogiche presso l’Università di Bergamo. Ha insegnato dal 1982 fino al 2021 nella scuola secondaria di secondo grado, dai Professionali ai Licei, facendo dell’insegnamento la propria vocazione. La sua storia professionale le ha permesso di approfondire la Didattica della Lingua e della Letteratura italiana e temi legati all’educazione e alla pedagogia. Ha collaborato con le riviste «Nuova Secondaria» e «Scuola e Didattica» e con il CQIA (Centro Qualità Insegnamento e Apprendimento) dell’Ateneo di Bergamo. È coautrice, insieme all’amica e collega professoressa Gelmi, di un’opera in dieci fascicoli (corredata di due guide per l’insegnante), intitolata La letteratura e la sua bellezza, pubblicata da Bonomo – Diesse e Le botteghe dell’insegnare, nel 2024. È autrice del romanzo, Stringi la mia vita. Storia di una crocerossina, edito da Bookabook, Milano 2022 e della biografia Il Nostromo. La traversata di Giorgio Ferro, edita da Ares, Milano 2024. Ha autopubblicato in Amazon la sua terza silloge di poesia, In bilico su un filo a un passo dal cielo, il romanzo Voci dalla memoria e, con la sorella Laura, una riflessione sulla vicenda della madre affetta da Alzheimer, Come sono belle le stelle. Storia di Adele e del suo Alzheimer. L’interesse più importante, oltre all’insegnamento, è la scrittura a cui si è da sempre dedicata nei suoi vari generi: filastrocche, poesie, racconti, romanzi, saggi, relazioni, recensioni, sceneggiature.

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