Il martirio spirituale dei cristiani nei Paesi occidentali: una realtà nascosta, forse  più pericolosa del martirio di sangue.

Immagine tratta dal sito Vatican News, articolo del 27 gennaio 2018.

Immagine tratta dal sito Vatican News, articolo del 27 gennaio 2018.

La liturgia della Parola della scorsa domenica – XII del tempo ordinario (A) – consegna alla meditazione dei fedeli molti spunti di grande interesse e di estrema attualità, a saperli cogliere.

Nella mia sensibilità, la lettura più affascinante e misteriosa è la seconda lettura, tratta dalla lettera di San Paolo ai Romani. Il quale apostolo manifestava una fede che non si alimentava solo di intuizioni teologiche o filosofiche ma anche di colloqui interiori con Dio.

L’esordio fulminante

…come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, perché tutti hanno peccato.

così come altri passaggi

…Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire… Se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

 sollevano inquietanti interrogativi. 

Se il peccato originale ha origine da un solo uomo, Adamo, Eva è forse esente da colpe? E per quale motivo? Strano, per una cultura considerata misogina…

E poi, che collegamento c’è tra la caduta di un solo uomo, Adamo, e la redenzione (cioè il riscatto) di un altro solo uomo, Gesù Cristo?

E ancora: come si è prodotto, nei fatti, il peccato originale?  Non certo mangiando una mela, credo. E in che modo si è trasmesso e propagato alle successive generazioni fino a noi? La Chiesa oggi dice ‘per generazione cioè per trasmissione della natura umana’. Che poi, questa ultima, rimane pur sempre definita da un DNA. Non certo mangiando altre mele…

Mela, il cui termine latino (malum) rimanda sia alla mela che al male; da qui il malinteso popolare. Ma un conto è cogliere il frutto di un albero di mele, un altro di un albero del male. Magari un albero genealogico non buono.

Ma, spostando l’attenzione al di là di una improbabile mela: può forse leggersi, in filigrana di questo brano e di altre parti della Lettera ai Romani, il rimando ad una eredità di peccato, scritta nelle nostre cellule, che riceviamo senza nostra colpa? O, per essere più chiari, una propagazione per via genetica di una corruzione del DNA, originariamente puro? Corruzione dalla quale sarebbe poi stata preservata la Vergine Maria, la ‘tutta Pura’, concepita Immacolata, cioè geneticamente perfetta, vera figlia di Dio (come Adamo e Gesù Cristo) e non figlia degli uomini?

Lascio in sospeso queste riflessioni, che meriterebbero volumi di approfondimento, per approdare ad altri spunti altrettanto significativi. 

La lettura del Vangelo proposta domenica scorsa (Mt 10,26-33) ci consegna questo monito:

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno potere di uccidere  l’anima: abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. (Matteo, 10,28).

Collegherei l’esortazione alla parte finale del brano (versetto 33): 

chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

per sviluppare una riflessione sul tema del martirio.

La Chiesa venera innumerevoli martiri che hanno versato il proprio sangue in Europa anche in anni recenti. Pensiamo alle vittime delle mattanze spagnole perpetrate dai progressisti negli anni ’30 del Novecento. In quell’epoca, fu sterminato crudelmente un terzo del clero spagnolo e, in numero maggiore, suore e laici in odio alla loro fede. Per non parlare delle vittime cristiane del nazismo, del comunismo o di altri regimi.

I cristiani di questo secolo, in Occidente, sembrano non subire più il martirio di sangue o persecuzioni cruente come ai tempi dei Romani o nei secoli successivi (invasioni islamiche, guerre di religione, regimi dispotici, etc).

Quando si parla del martirio di cristiani oggi, cosa che si stenta parecchio a riconoscere, sembra che il fenomeno riguardi solo continenti extra-europei. Nonostante anche da noi il fenomeno sia in crescita, alimentato da un fanatismo islamico troppo minimizzato e a volte protetto dalle stesse istituzioni, ferocemente laiciste.

Il fatto è che si pensa sempre al martirio come tributo di sangue con un esito fatale.

Ma il martirio dei cristiani in Occidente è tutt’altro che scomparso. Continua, ed anzi cresce, in altre forme forse più pericolose perché più subdole, che sfuggono persino alla percezione comune. Perché dico più pericolose? Un motivo è che il sangue dei martiri è sempre stato considerato seme di fede e stimolo di rinascita spirituale per una comunità che non poteva disconoscerlo nella sua brutale autoevidenza e che si compattava nella fede tanto più i  martirii diventavano efferati.

Ma se un martirio rimane sconosciuto, l’azione dello Spirito Santo, pur manifestandosi, rimane a mio avviso in qualche modo monca della partecipazione umana. Un proverbio illuminante dice ‘aiutati che il ciel ti aiuta’. Come a dire: non basta l’affidamento alla Provvidenza ma occorre fare la nostra parte.

Ecco, oggi viene favorito da molti governi occidentali un martirio cristiano di tipo spirituale che può essere peggiore di quello di Nerone o Caligola. Questi si accontentavano, infatti, di uccidere il corpo dei loro nemici. Il versetto di Matteo invece ci mette in guardia del maggior pericolo di governanti che magari rispettano il corpo ma vogliono la nostra anima, mandandoci in perdizione.

Che sistemi usano? L’indottrinamento sin dalla più tenera età, l’allineamento ad agende e obiettivi che non lasciano spazio a critiche o dissensi e a controlli che restringono la possibilità di manifestare il proprio pensiero e i propri principi. La distruzione delle famiglie, la compressione della libertà religiosa, l’accentramento statale e la precarietà esistenziale sono poi altri strumenti per facilitare le coercizioni. 

Una carrellata di notizie recenti può farci rendere conto di cosa intendo quando dico che ai cristiani europei stanno imponendo crescenti persecuzioni politiche ed ideologiche che sfociano in forme di martirio spirituale. Mi limito solo ad un fugace accenno, rimandando alla lettura degli articoli richiamati. 

  1. Burke il martire : cattolico irlandese sospeso dalla scuola per il rifiuto di usare un nome femminile per un suo alunno che stava per cambiare sesso. Condannato al carcere per tre volte e infine ad altri 500 giorni di detenzione e 225.000 euro di multa. Trattato come un pericolo pubblico, un criminale dei peggiori.
  2. In Canada vietato citare Bibbia per criticare aborto o ideologia LGBT+ (dopo che i governanti hanno già approvato leggi liberticide che considerano illecito pregare davanti a cliniche abortiste): tragico segnale di una libertà religiosa calpestata se non si è allineati alla propaganda di regime. Il volto oscuro del liberalismo: ognuno è libero di pensare quello che impone il governo. Un inclusivismo che include solo chi riga dritto, in ossequio ad un razzismo woke mascherato da antirazzismo.
  3.  In Scozia Inghilterra solerti poliziotti vanno a caccia di cristiani che pregano, anche mentalmente e da soli, davanti a cliniche abortiste. Siamo arrivati allo psico-reato, che punisce chi non pensa correttamente. L’impegno profuso verso questi pericolosi criminali si accompagna a più limitati interventi della polizia per altri reati considerati forse meno importanti, come lo stupro ‘etnico’ di donne bianche o di bambini, compiuto da ‘bontemponi’ spesso di origine straniera.
  4. Ma anche in Italia si sta pensando di introdurre questo reato di preghiera. Non mi stupirei se i promotori avessero la sfrontatezza di promuoverlo per tutelare il diritto di pregare. Di solito fanno così: per tutelare l’informazione libera imbavagliano quella scomoda, per combattere il fascismo usano metodi fascistissimi di intimidazione e censura dei dissidenti, per combattere l’odio e le violenze mettono sotto accusa altri costretti a subire il loro odio e le loro violenze, per combattere le discriminazioni e gli stereotipi introducono le loro  discriminazioni e nuovi stereotipi, predicano contro il patriarcato ma di fatto vogliono uno Stato patriarca con poteri assoluti, etc.
  5.  Venendo agli Stati Uniti  si scopre poi che, soprattutto nell’amministrazione governativa precedente, i cristiani venivano monitorati e trattati da agenti della CIA e dell’FBI quasi come gruppi terroristi. In Francia, dove è previsto il carcere per chi intralcia il diritto costituzionale di aborto con critiche o preghiere pubbliche, il vandalismo contro chiese e monumenti cristiani e la blasfemia    non hanno più limiti. Basti pensare che chi anni fa ha denunciato le FEMEN per irruzione a seno nudo nella cattedrale di Notre Dame ha perso la causa e ha dovuto risarcirle.  
  6. In Australia, già da anni è sotto attacco il segreto confessionale, come pure nella cristianofoba Francia. Il pretesto oggi è la tutela dei minori, gli stessi minori che, quando sono vittime di pedofili eccellenti, magari in quegli stessi Stati, vengono ignorati e le indagini su di loro insabbiate. Domani troveranno altri pretesti per allargare l’obbligo di delazione. 

La lista degli attacchi alla libertà religiosa e delle persecuzioni spirituali non si esaurisce certo qui. Questo breve florilegio basti comunque a rendere attuale la vivida immagine tratta dal seguente verso del salmo responsoriale di domenica scorsa (Salmo 68):

Per te sopporto l’insulto

e la vergogna mi copre la faccia;

sono diventato un estraneo ai miei fratelli,

uno straniero per i figli di mia madre.

Perché mi divora lo zelo per la tua casa,

gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Insomma, dopo tremila anni, niente di  nuovo sotto il sole. Il buon cristiano è oggi e sempre caricato di croci perché, come troviamo nella prima lettura del profeta Geremia (Ger 20,10-13), il Signore degli eserciti che vede il cuore e la mente prova il giusto.

E, per carità, basta buonismi e ipocriti misericordismi: non vergogniamoci a citare l’antico appellativo di Signore degli eserciti: è in corso una battaglia spirituale e le milizie celesti combattono contro avversari del male. Non facciamo finta che non sia così, negando verità ed evidenze, magari accampando motivi di misericordia. La misericordia senza verità può diventare falsa e ingiusta. 

E’ stato recentemente lanciato un appello organizzato da Citizen Go al ministro dell’istruzione Piantedosi, per proteggere i fedeli in Italia da crimini di odio anticristiani, che si manifestano in devastazioni di luoghi sacri, incendi di chiese, furti sacrileghi, imbrattamenti, graffiti e atti vandalici. Per non parlare di intimidazioni, manifestazioni blasfeme e bestemmia.

 Ecco il testo dell’appello di Citizen Go che invito a firmare (appello):

On. Ministro Piantedosi,

Le chiediamo di agire subito per proteggere le nostre chiese e il nostro patrimonio cristiano.

Secondo l’ultimo Rapporto OIDAC, nel solo mese di maggio 2026 l’Italia ha registrato 8 crimini d’odio anticristiani. Si tratta di più di uno su cinque in tutta Europa.

Ad Ascoli Piceno, per esempio, dei vandali hanno distrutto un crocifisso, statue sacre e un organo del XVII secolo, mentre a Genova la Basilica di San Siro è stata imbrattata con graffiti che incitavano a bruciare le chiese.

Questa situazione non ferisce soltanto ogni credente. Colpisce anche il cuore della cultura italiana.

La nostra Costituzione tutela la libertà religiosa negli articoli 19 e 20. Nessun monumento dovrebbe essere distrutto o deturpato, nessuno dovrebbe essere aggredito per la propria fede.

Lei dispone degli strumenti adeguati: l’ordine pubblico, i prefetti, il coordinamento delle forze di polizia e, a Sua discrezione, altri strumenti per la protezione dei luoghi sacri.

La preghiamo di usarli.

Le chiediamo altresì di organizzare incontri con i responsabili dei principali enti e associazioni cristiane locali per discutere di soluzioni efficaci per difendere i nostri cittadini, la nostra fede e il nostro patrimonio condiviso.

Contiamo su di Lei.


Cordiali saluti.

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Author: Roberto Allieri

Nato a Pavia nel 1962, sposato e padre di quattro figli, risiede in provincia di Bergamo. Una formazione di stampo razionalista: liceo scientifico, laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia e impiego per oltre trent’anni in primario istituto bancario. L’assidua frequentazione di templi del pensiero pragmatico e utilitarista ha favorito l’esigenza di porre la ragione al servizio della ragionevolezza e della verità. Da qui sono seguite esperienze nel volontariato pro-life, promozione di opere di culto, studi di materie in ambito bioetico, con numerose testimonianze e incontri per divulgare una cultura aperta alla vita, ancorata alla fede e alla famiglia. Collabora al Blog Oltre il giardino QUI Vedi tutti gli articoli di Roberto Allieri

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