QUI il primo video da sky Tg24
«Il cantare insieme, come il suonare insieme, è proprio di “colui che ama”, di chi coltiva il senso dell’amore, di chi si unisce nel segno superiore dell’armonia e della bellezza, perseguendo il bene comune». (Agostino)
Così gli oltre 3500 coristi, da tutta Italia, amatoriali e professionisti, si sono riuniti a Ravenna per la seconda edizione di “Cantare amantis est”.
Il progetto, ideato dal Maestro Riccardo Muti, è una “chiamata” alla passione per la musica nella due giorni di lezioni, prove e approfondimenti che elevano lo spirito dei partecipanti ed invitano tutti a fare lo stesso nelle realtà in cui ciascuno vive.
Questa edizione è dedicata a Don Giovanni Minzoni, il cappellano martire morto nel 1923, ed alle vittime, giovanissime, del rogo di Crans-Montana .
Il programma del nuovo “viaggio nella coralità” è incentrato, dunque, per il loro ricordo, su temi sacri: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, Casta Diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito.
Il linguaggio della musica è universale, ci ripete Riccardo Muti, riuscendo a superare differenze e contrasti, che talvolta possono apparire insanabili, di culture e di religioni. Non a caso, il Maestro ha scelto pagine ispirate a un senso profondo di spiritualità. A partire dal primo brano in programma, l’Ave Verum Corpus di Mozart. Ci dice il Maestro: «… una grande emozione sentire risuonare questo piccolo mottetto, concepito per un gruppo ristretto, da un coro tanto imponente: in fondo è una preghiera profondissima ed esprimerne il senso non dipende dal numero di esecutori, tanto meno da questioni non sempre verificabili di prassi “storicamente informate”, piuttosto, dipende dallo stile che gli è “proprio” e che è necessario rispettare».