Da 80 anni siamo assediati dalla retorica dei “liberatori”. Certamente gli americani contribuirono, con i russi, a liberarci da nazismo e fascismo, ma che lo abbiano fatto per noi, per la libertà, per espandere nel mondo il Regno del bene è, ovviamente, una favola. Lo stesso vale per i sovietici, che ” liberarono” dai nazisti l’ est Europa.
La realtà storica aiuta a comprendere i tempi presenti e le guerre di pirateria, persino in nome di Dio, dei Bush, dei Clinton, dei Biden e dei Trump.
Gli USA nascono dai puritani e dai pirati.
I puritani, i padri pellegrini, erano eretici che credevano nella predestinazione, rinnegavano secoli di cattolicesimo, e si ritenevano il ” nuovo Israele “, ma non in senso puramente spirituale. Nei loro scritti vediamo l’eco del nazionalismo piantato in Inghilterra dalla storia isolana e dall’ azione politica e propagandistica di Enrico VIII ed Elisabetta.
Quanto ai pirati, furono loro, gli Hawking, i Drake, grazie all’ alleanza con Elisabetta ( una regina, uno stato, che si affida ai pirati), a gettare le basi per il dominio inglese sui mari, a concepire la guerra come saccheggio, senza più alcuna regola, ad arricchirsi come nessun altro con il traffico di schiavi neri, a piantare colonie a destra e a sinistra. E lo facevano, non di rado, vantando la superiorità del loro protestantesimo sul cattolicesimo degli spagnoli, chiamando Dio a loro custode e garante.
I discendenti dei germanici anglo sassoni e dei vichinghi, perso il legame con Roma, tornavano all’ etnocentrismo pagano e alla guerra come ‘ attività principale. Mentre questa mentalità muoveva migliaia di inglesi ad ammirare i pirati, a ripetere le loro gesta “eroiche”, schiacciando indigeni, assalendo galeoni spagnoli e portoghesi, trafficando schiavi, le classi dominanti imponevano nel loro paese un capitalismo selvaggio a danno di uomini, donne e bambini poveri. In questa cultura nacque anche l’ ideologia dell’ imperialismo nota anche come darwinismo ( razze superiori ed inferiori), anche se certamente non mancarono gli oppositori e i difensori dell’ umanità ( da Wallace a Wilberforce, per fare due grandi nomi). Il darwinismo giustificava l’ aggressività verso l’ esterno, in nome della lotta come “legge naturale”; verso l’ interno, invece, partoriva l’ eugenetica (per difendere la pura razza inglese, dagli inglesi poveri e malati e dai cattolici irlandesi, disonesti e prolifici).
Da ciò che si è brevemente ricordato, la pirateria, lo sterminio dei pellerossa, l’ imperialismo, ma anche le città inglesi ricolme di disperati di fronte a cui Tommaso Moro prima e Karl Marx poi proposero, come alternativa, fallimentare, il comunismo.
Oggi molte cose si ripetono: l’ azione di Trump riecheggia il puritanesimo ( Dio è con noi), la strategia piratesca ( si va di qua e di là, dove c’è petrolio, a razziare), l’ ideale darwinista ( questo ripetere ossessivo: noi siamo i più forti), ma anche il profondo disinteresse per le classi più deboli, per quegli americani che dalle guerre non guadagnano nulla, anzi perdono soltanto ( gli stessi che avevano votato Trump proprio perché aveva promesso di voltare pagina) .
Non è forse un caso che l’ unico Presidente che si è allontanato, in parte, da questa mentalità sia stato l’ unico non asp, anglo-saxon protestant, cioè Kennedy…