“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare”

«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”» (Atti degli Apostoli 2,1-11).

Lo Spirito Santo trasforma una comunità timorosa in una Chiesa capace di dialogare con il mondo.
L’opera «Octava Dies» è stata realizzata (2009) da Cosetta Arzuffi, su tavole di legno sovrapposte a tecnica mista (pigmenti puri, olio di papavero e resine acriliche, filo d’acciaio dorato).

La locuzione latina «Octava Dies» (Ottavo Giorno), rappresenta l’inizio di una nuova creazione, un tempo eterno che va oltre quello ordinario e limitato, descritto come il «giorno senza tramonto». Nel sacramento del Battesimo, lo Spirito Santo rigenera la persona, facendola passare dal tempo segnato dal peccato (il vecchio settenario) a quello della grazia (l’ottavo giorno). Per questo motivo, molti battisteri hanno una forma ottagonale.

«Il grande Spirito – suggerisce l’artista a commento – si manifesta dentro la perfezione del cerchio come uno scudo divino, che estende la sua luce senza peso, simile a un dolce abbraccio paterno portando con sé il sigillo trinitario; da qui, la bellezza della grande luce della resurrezione si manifesta nell’Octava Dies che viene dentro di noi come respiro di vita».

Massimiliano Bellavista nella lirica «Ottavo Giorno», tratta dal suo libro «La Poesia è morta e altri versi», dialoga con il suo alter ego, poeta e viaggiatore, sul valore della poesia.


don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S

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Author: Libertà e Persona

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