LARGO AI GIOVANI

San Pio da Pietralcina nei primi anni Sessanta ripeteva: «I nostri figli non avranno lagrime per piangere gli errori dei genitori… Non vorrei trovarmi nei panni dei vostri figli e dei vostri nipoti».

Si sente sempre spesso dire che i giovani sono nullafacenti, senza valori, persone sconsiderate che non pensano al loro futuro.
Per fortuna, o per grazia di Dio per coloro che ci credono, le cose non stanno proprio così.


Abbiamo una generazione di giovani oggi abbandonata a se stessa, persone senza guida che cercano la loro strada, che resistono al male del mondo. E di male ce n’è tanto oggigiorno. Li abbiamo lasciati soli al loro destino, e ancor di più lo hanno fatto le generazioni di “veri adulti” che negli anni sessanta hanno abdicato dalla funzione di educatori, di depositari dei valori (quelli veri non i cosiddetti “diritti civili”), quelli che per intenderci alla scelta di una vita retta e integerrima hanno preferito una condizione di sballo e di autodeterminazione. Per assurdo possiamo dire che li abbiamo abbandonati ancor prima che nascessero ed oggi ne raccogliamo i frutti. Coloro che sono succeduti ai “sessantottini” non sono riusciti ad invertire la rotta, anzi, hanno peggiorato la situazione.

Oggi ci troviamo in una società debosciata, denigrata anche dagli esponenti di altri popoli e religioni.

Ma guardiamoci: una società fluida, drogata da internet e da ciò che ci viene presentato dal mainstream, schiava del dio danaro. Come possiamo apparire agli occhi di un osservatore esterno?

Eppure si registra una rinascita tra i giovani. Sempre di più ci sono conversioni ad una fede esemplare, malgrado catechesi annacquate e buoniste, e contesti da sagra paesana.
Molti giovani stanno tornando alla tradizione e nelle chiese man mano se ne vede sempre di più la loro presenza. Lo so che chi legge questo articolo potrà commentare dicendo: ” ma nella chiesa sotto casa mia sono sempre i soliti quattro anziani…”
Eppure ci sono sacerdoti e frati che stanno compiendo opere miracolose, coinvolgendo i giovani in cammini di formazione, preghiere, pellegrinaggi. Non mancano in questi incontri anche i momenti ludici e di divertimento, ma tutto nella ricerca della Verità e rivolti verso un consolidamento dei valori cristiani e nella difesa dei valori non negoziabili.
Cose serie, non balletti ed applausi da stadio nella casa del Signore.
Ebbene, bisogna cercare questi sacerdoti, bisogna supportarli e convincere la generazione dei nostri giovani che c’è un alternativa al nulla, basta volerlo.

Negli anni dei cosiddetti “boomer” si sono compiuti disastri e a seguire tutto è andato peggiorando.
Lasciamo che questi giovani si guadagnino il loro meritato futuro.

A tutti coloro che nelle parrocchie vogliono cercare visibilità: lasciate che siano i ragazzi ad essere protagonisti. Leggere in chiesa, recitare le decine del Rosario, cantare nei cori, animare gli spazi comunitari. Lasciamo che questi spazi nelle parrocchie vengano occupati dai giovani, perché se li priviamo di questo per un nostro desiderio di apparire, ci troveremo poi a doverne prima o poi rendere conto davanti al nostro Signore.

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Author: Gian Piero Bonfanti

Nato nel 1968, vive a Monza, è sposato ed ha due figli. Componente del direttivo del movimento fondato dall’avv. Gianfranco Amato Nova Civilitas, è da anni attivo sui media e sul territorio per la difesa e la promozione dell’identità cristiana e dei principi non negoziabili. È stato ospitato in vari programmi radiofonici. Ha collaborato per diversi anni con InFormazione Cattolica, redigendo articoli ed editoriali.  È coautore di due pubblicazioni curate dal prof. Matteo Orlando: Polis: Per la libertà sociale e politica e Trilogia delle verità scomode.

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