Antifona
Con voce di gioia date l’annuncio,
fatelo giungere ai confini della terra:
il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cf. Is 48,20)
VI DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – 10 MAGGIO 2026
Colore Liturgico Bianco
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo» (Atti degli Apostoli 8,5-8.14-17).
Segni e guarigioni
Il brano che narra l’evangelizzazione della Samaria da parte di Filippo, segna l’apertura del Vangelo oltre i confini ebraici. La predicazione porta «grande gioia» attraverso segni e guarigioni. Pietro e Giovanni impongono le mani, donano lo Spirito Santo e confermano i nuovi credenti.
«San Pietro, san Giovanni e san Filippo impongono le mani sui battezzati a Samaria»
L’incisione intitolata «San Pietro, san Giovanni e san Filippo impongono le mani sui battezzati a Samaria» come sta scritto in latino, è stata realizzata da Philips Galle ad Anversa nel 1575, su disegno di Marten van Heemskerck (in latino: «Martinus Heemskerck, inventor»). Questa con il numero 10, facente parte di una serie di altre 33 tavole a commento di brani tratti dagli Atti degli Apostoli, raffigura l’episodio di quando gli abitanti della Samaria credettero all’apostolo Filippo.
L’illustrazione descrive il momento in cui gli apostoli stanno imponendo le mani sulle teste dei convertiti inginocchiati della Samaria per conferire loro lo Spirito Santo: Filippo sulla destra, Pietro al centro, con le chiavi e Giovanni alla sua sinistra, con i tratti più giovanili. La scena rappresenta, in alto a sinistra, l’evangelizzazione della Samaria da parte di Filippo, prima dell’arrivo di Pietro e Giovanni da Gerusalemme e quella in alto, a destra, in una scena più piccola, presenta Filippo nell’atto di battezzare i samaritani. In alto, la colomba dello Spirito Santo emana raggi di luce che colpiscono i presenti, simboleggiando la discesa del dono divino.
Lo Spirito creatore
La poesia di David Maria Turoldo, nota come «Per la preghiera», descrive lo Spirito come forza creatrice.
«Tu vieni a turbarci,
vento dello spirito.
Tu sei l’altro che è in noi.
Tu sei il soffio che anima
e sempre scompare.
Tu sei il fuoco
che brucia per illuminare.
attraverso i secoli e le moltitudini
Tu corri come un sorriso
per far impallidire le pretese
degli uomini.
Poiché tu sei l’invisibile
testimone del domani,
di tutti i domani.
Tu sei povero come l’amore
per questo ami radunare/ per creare.
Oh, ebbrezza e tempesta di Dio!».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S