IL Santo Padre benevolmente accoglie la Signora Sarah Mullally per tutti condurre all’Ovile di Cristo

Sua Santità Papa Leone XIV il 27 Aprile 2026 riceve in udienza, presso il Palazzo Apostolico, la Signora Sarah Mullally quale rappresentante della chiesa di Inghilterra. Fonte immagine – La Nuova Bussola Quotidiana

Con rispetto,
pubblichiamo il testo del discorso
che il Santo Padre, Papa Leone XIV,
ha rivolto alla Signora
Sarah Mullally,
ricevuta in udienza
a rappresentanza della
Chiesa separata d’Inghilterra
. Il nostro commento
dopo i testi del Santo Padre
e l’articolo del La Nuova Bussola Quotidiana

Per la Redazione, Marcello Giuliano

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in UdienzaSua Grazia Sarah Mullally, Arcivescovo di Canterbury.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

“Mullally in Vaticano, la pseudobenedizione si doveva evitare”

Ricevendo la primate anglicana, Leone XIV ha menzionato i «nuovi problemi» sorti tra Roma e Canterbury, uno dei quali era proprio di fronte a lui: la sedicente arcivescova reduce dalla sceneggiata di “benedire” a due passi dalla tomba di Pietro mentre un vescovo si segnava, in barba alla verità sacramentale.

Si conclude oggi, martedì 28 aprile, il viaggio a Roma di Sarah Mullally, nominata l’ottobre scorso arcivescovo di Canterbury, primate della chiesa anglicana, ed insediatasi ufficialmente il 25 marzo. Ieri, la tappa più significativa del pellegrinaggio è stata caratterizzata dall’incontro con Leone XIV, seguito dalla preghiera in comune, nella Cappella di Urbano VIII.

Il Papa, che ha ricordato i sessant’anni della dichiarazione comune tra Paolo VI e Michael Ramsey che [… QUI continua l’intero articolo del quale ci sentiamo di raccomandare attenta lettura].

Consapevoli che …

pensiamo che a queste divergenze che in vari modi esistono tra loro e la Chiesa cattolica, sia nel campo della dottrina e talora anche della disciplina si riferisse il Santo Padre Papa Leone XIV nel suo discorso alla Signora Mullally quando, presentandosi Ella a Lui, Vicario di Cristo, era ricoperta delle insegne sacerdotali ed episcopali, ritenendo di averne il diritto, quando così non è.

Tra i nuovi problemi che rendono il cammino verso la piena comunione più difficile da discernere è evidente esservi il grave problema delle ordinazioni sacerdotali ed episcopali di donne, illeciti e invalide, problema in forte discussione anche all’interno della Comunione Anglicana in ogni regione in cui tale ‘comunione’ sia presente. Tale discussione è talmente grave che, da tempo, numerosi Anglicani, vescovi, sacerdoti e fedeli, ne sono usciti ed hanno chiesto di entrare nella Chiesa Cattolica. Ultimamente anche la grande maggioranza dei vescovi anglicani d’Africa si è staccata dalla chiesa d’Inghilterra.

Ora, vogliamo noi pensare ed opinare che la Signora Mullally ritenga di non essere sacerdote e Vescovo, che i sacramenti da lei impartiti non siano validi, che la sua benedzione ‘apostolica’ non sia tale? È difficile a credersi ed è difficile che la Signora e le signore che siano nelle sue stesse condizioni canoniche ritengano di doversi convertire.

Tutto ciò minaccia gravissimamente i rapporti tra Chiesa Cattolica e chiesa separata di Inghilterra che, pensando che il femminismo sia un criterio evangelico, l’ha adottato a fondamento della propria ‘comunione’.

Pefr questo, il Santo Padre, in un vero eccesso di carità, ha ritenuto di dovere abbassarsi (se exinanivit, Fil 2,7) a tal punto di accogliere la Signora, diasorientata dall’errore, ad una preghiera comune, che la vedeva insignita perfino delle insegne episcopali, -dette insegne non sono in sé mero orpello, ma segno di continuità apostolica, mentre ciò è impossibile per diritto divino in una donna-, tollerando ciò solo perché indice della grande confusione in cui la Signora, le Signore come lei e quei pastori anglicani si trovano, al fine di ricondurli tutti all’ovile di Cristo.

È chiaro che la Chiesa Anglicana ha oggettivamente passato il segno! In ogni caso, ricordiamo a tutti i fedeli in Cristo che, mentre per le Chiese separate Orientali sussiste una certa « communicatio in sacris »,1 per le chiese separate d’Occidente, purtroppo no (Cf Unitatis Rendintegratio, 13).

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NOTE

  1. La communicatio in sacris è la possibilità per i fedeli cattolici di aprtecipare ai sacramenti o alle celebrazioni liturgiche di culti non cattolici e viceversa ↩︎
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Author: Libertà e Persona

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