Pietro non è solo la storia di un eremita. È il racconto di una vita attraversata da cambiamenti profondi.
In un rifugio, immerso nei boschi del Monte Aspra, sull’Appennino umbro, Pietro vie a circa 20 km da Ferentillo, Comune in
provincia di Terni, in Umbria.
“In questa solitudine ho potuto conoscere meglio me stesso e ho potuto conoscere Dio. Nella perfetta solitudine che potrebbe fare bene a tanti”.
-Sai chi vince la più dura guerra? Chi vince sé stesso, racconta all’intervistatore.
-Sono nel più bel silenzio. Quando ero nella parte alta della montagna, non sentivo alcun rumore, proprio niente. Ora sono dovuto scendere nel villaggio, che è disabitato. Mi sono dovuto abituare. All’inizio, con queste comodità, mi vergognavo. Poi, per motivi di salute, avevo avuto tre cadute ed ero finito all’ospedale, mi sono dovuto rendere conto che non posso fare più quanto facevo da giovane.
Tengo alla mia solitutide, ma poi, in realtà, non sono solo. Gli altri, nella città sono ammassati, ma sono soli. Io qui no. Ho chi viene anche a portarmi del cibo. Mi sono organizzato, ma soprattutto passo il tempo nel silenzio, nella preghiera, leggo e medito la Bibbia. Invoco il Nome di Gesù: Signore Gesù Cristo, figlio di Davide, abbia pietà di me peccatore.
Si ferma, respira. Riprende il racconto.
-Prima, ero figlio dei fiori. Vedi la fotografia, a quel tempo? Mi sono convertito a trentacinque anni. … Ora sono Figlio di Dio. Dio è il mio riferimento, la Trinità.
-Ad un certo punto, ho dovuto fare violenza a me stesso per restare nel silenzio, perché il Nemico è sempre in agguato. Ma ora ho trovato il mio equilibrio. Augurerei a tutti di vivere nel silenzio. Farebbe molto bene a molti. Nel silenzio si scopre Dio. Si scopre l’essrnziale. Ci si conosce dentro e si scopre che il Paradiso esiste, e anche l’inferno, gli Angeli e il Nemico.
Una vita essenziale tra lavoro, silenzio e preghiera. Senza mai scendere. Ascoltandolo, si capisce che ha frequentato le letture classiche dell’ascetismo antico. Non aprla dei sacramenti o di Maria, o del suo rapporto con la Chiesa. Questa esperienza sembra essere tutta sua. In fondo gli è rimasto nel cuore un poco di quell’anarchia da figlio dei fiori. Però, la sua ricerca sembra sincera, incamminato sulla via di Dio. Dimostra anche di avere un senso chiaro del peccato e di essere lì a fare della sua vita una vita di penitenza e di intercessione per tutti gli altri peccatori come lui. .
-Hai dei desideri?
-Sì, desidero rivedere la mi afamiglia, i miei amici, tutti, in Paradiso. Il Paradiso esiste.
Che il Signore lo accompagni