Riceviamo dal nostro amico carissimo Alfredo Tradigo questa accurata intervista in cui spiega a Rodolfo Casadei il significato di questa Opera sempre antica e sempre nuova: la Biblia Pauperum. Uscita a Marzo nelle librerie, colma un vuoto che andava riempito. Siamo nella
società dell’immagine, ma essa, in quest’opera, come nelle antiche Bibliae Pauperum, potrà imparare un senso che può essere per molti una reale novità.
Per la Redazione, Marcello Giuliano
Da Tempi.it del 5 Maggio 2026
“Il giornalista e critico d’arte Alfredo Tradigo ci spiega perché e come ha deciso di ricostruire per la prima volta una moderna “Biblia pauperum”. «La bellezza dei capolavori cristiani e le intuizioni dei padri della Chiesa svelano Dio anche a noi poveri di oggi»
di Rodolfo Casadei
Il poliedrico Alfredo Tradigo (giornalista, grafico, scrittore, poeta) dà il meglio di sé quando si dedica ai volumi di arte sacra illustrati, perfette combinazioni di splendide immagini e commenti che sono chiavi di lettura quanto mai pertinenti.
Il suo Icone e Santi d’Oriente (MondadoriElecta, 2004) vendette 30 mila copie in Italia e fu tradotto in cinque lingue. Dopo altre imprese ora torna sugli scaffali con un sontuoso volume di 400 pagine, La Bibbia svelata. L’arte illumina le Scritture, calcato sull’impostazione delle “Bibliae pauperum” medievali. L’autore ci spiega il senso dell’operazione. Questo libro, si dice nella introduzione, rinnova la tradizione delle Bibliae pauperum. Cosa sono e come sono sorte le Bibliae pauperum?
Si tratta di veri e propri manuali illustrati ad uso degli artisti (e anche dei predicatori) con semplici disegni in cui vengono messi a confronto episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Le immagini sono accompagnate da brevi testi tratti dalla letteratura patristica dei primi secoli. In particolare, sant’Agostino spiega così il senso di queste “concordanze bibliche”: «Nell’Antico Testamento è nascosto il Nuovo, e in quello Nuovo l’Antico diventa chiaro». Le più antiche Bibliae pauperum risalgono al tardo Medioevo europeo. In particolare, il primo esemplare conosciuto è del 1250 e proviene dalla Germania. In Italia le Bibliae pauperum si sviluppano intorno al Trecento, l’epoca di Dante e di Giotto che ne trae ispirazione per i suoi affreschi della cappella degli Scrovegni. Al Concilio di Trento (siamo nella prima metà del Cinquecento), il cardinale Carlo Borromeo …“ [QUI l’articolo intero]
