La stampa e la rete tornano a parlare di Compiti per casa. Più volte, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, era intervenuto esortando gli insegnanti a moderare l’assegnazione di compiti per casa in concomitanza con festività e vacanze, a non inviarli a mezzo registro elettronico dopo la chiusura delle scuole,
così da lasciare maggior tempo agli alunni per momenti in famiglia e dedicandosi ad altre attività formative di libera scelta, al riposo ed allo svago. Non credo, però, sia casuale quasta nuova accensione del tema in questi giorni, proprio a ridosso della pubblicazione delle bozze delle INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI 2026 (QUI). Di esse parleremo in seguito e, a proposito di compiti, prima di parlarne in modo azzardato ed impulsivo, come già sta avvenendo, sarà bene leggere queste Bozze a modino a modino, assumendoci, da bravi adulti, il compito di prepararsi con estrema cura, precisione e garbo, con attenzione ai particolari, lo prescrive anche l’ intelligenza artificiale, sempre così prodiga di informazioni, consigli e raccomandazioni, e precisamente là dove spiega quell’espressione familiare, tipica toscana, che implica fare le cose per benino, con calma e senza fretta, rispettando le regole … (QUI)
Per oggi, tuttavia, ci soffermeremo solo sull’annoso tema dei compiti per casa, compiti che qualcuno definisce un vero problema!
Su Fanpage.it, avevo trovato un articolo alquanto stimolante e provocatorio, che avrei commentato volentieri (I compiti a casa sono dannosi: rubano il tempo libero ai ragazzi e non servono a niente del 6 MAGGIO 2026, vedi … QUI). Esordiva così nel sommario:
I compiti a casa sono solo un retaggio del passato, di una società che non c’è più? O possono ancora rappresentare uno strumento utile per gli studenti, per aiutarli a sviluppare l’autonomia e la capacità di organizzarsi? Un anno dopo la circolare di Valditara, che invitava i presidi ad assegnare meno compiti, il dibattito è ancora aperto e divide docenti, genitori, studenti e pedagogisti.
L’avevo letto per intero, l’articolo, si intende, non solo il sommario, ma dandovi solo una fuggevole scorsa. E però, quando vi tornai, non era più accessibile, a meno di abbonarsi e, siccome gli abbonamenti cominciano ad esser troppi, ripiegai su di un altro, non provocatorio e pure chiaro nell’esposizione dei cosiddetti pro e contro: Compiti a casa, pro e contro: è veramente possibile non darli? di Alberto Murzia, dal Blog Voglio Insegnare.it, del 6 Ottobre 2022. Quindi un articolo scritto in tempi non sospetti e privo di polemiche in qualche modo riferibili al Ministro attuale.
La questione
E, dunque, perché parlare di compiti a casa, riaprirebbe un antico vulnus, una diatriba che ancora oggi è e resta ben aperta? La scuola è stata letteralmente investita da una serie di leggi, come la 107, e dai nuovi processi digitali. Molti si chiedono se i compiti per casa debbano seguire i vecchi metodi o se, anche questi, debbano essere rivisti per risultare ‘al passo con i tempi’ od essere addirittura eliminati. Ma, attenzione, mentre ci chiediamo se essi vadano rivisti in base all’uso dei nuovi strumenti elettronici, così comodi, già si parla della necessità di limitarne l’uso, visto i motivi che stanno ben sconsigliando Stati Uniti, Svezia, Francia e, pian piano, anche ad altri paesi, dovendo badare non solo a comodità e praticità, ma anche ai danni collaterali …
L’unica cosa che sembra certa è che i compiti per casa siano un tema particolarmente spinoso, che riguardi milioni di italiani, docenti, alunni e genitori! Ed ecco che spunta, soprattutto, il dilemma se si debbano eventualmente assegnare dei compiti che abbiano un senso o meno, e così via di questo passo.
Ma, insomma, meglio leggere l’articolo e, ve lodico senza conflitto d’interessi, di ascoltare fino alla fine quel che dico nel video … ahahah! E, a proposito di compiti … ultime raccomandazioni:
-Leggere a modino a modino le bozze delle INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI 2026 (QUI) e …
-Per il modo correto di scrivere in italiano le interiezioni, suggerisco l’articolo di Enrico Testa L’acca ballerina e la grafia delle interiezioni, del 30 Giugno 2019, in Accademia della Crusca (QUI)