Sindaco di estrema sinistra disarma la polizia

Le recenti votazioni comunali francesi hanno portato all’elezione di alcuni sindaci del partito di Jean-Luc Mélanchon, La France insoumise (La Francia ribelle – Lfi): quello stesso partito di estrema sinistra che è implicato direttamente, attraverso il deputato Raphaël Arnault, nella morte del giovane ventitreenne Quentin Deranque.

Tra le città che ora avranno la fortuna di essere amministrate da sindaci targati Lfi le sei più grandi sono Saint-Denis (Bally Bagayoko), Roubaix (David Guiraud), La Courneuve (Aly Diouara), Creil (Idir Boumertit), Vénissieux (Idir Boumertit), Vaulx-en-Velin (Abdelkader Lahmar).

Il fatto che cinque dei sei sindaci appena eletti abbiano delle origini né francesi né europee la dice lunga sulla connotazione poco identitaria e molto filo-islamica del partito di Mélanchon, detto in Francia «islamo-gauchiste».

Saint-Denis è la più nota fra la città conquistate dalla sinistra radicale e conta oltre 114.000 cittadini, in larga parte di etnia araba e africana, come del resto lo è il nuovo «maire» Bally Bagayoko, nato nel 1973 in una famiglia originaria del Mali.

Monsieur Bagayoko, eletto anche grazie ai voti del non trascurabile «partito comunista» locale, ha appena fatto sapere, secondo quanto riporta Boulevard Voltaire, di voler «progressivamente» e rapidamente «disarmare la polizia municipale».

Si tenga presente che l’estrema sinistra francese partecipa regolarmente a manifestazioni in cui gli striscioni più in vista dicono, come nulla fosse: «La police tue!». Cioè, «La polizia uccide» tanto per criminalizzare un’intera classe di cittadini che lavora al servizio dello Stato e dell’ordine pubblico.

A seguito delle polemiche causate dall’annunciato «disarmo coatto», non meno di «90 poliziotti sui 140» che conta il comune, avrebbero chiesto «un trasferimento d’ufficio».

Ma ciò che fa capire meglio quale sia il livello di «ideologizzazione» di questi estremisti in giacca e cravatta, sta in una dichiarazione del deputato Lfi Thomas Portes che in sostegno di Bagayoko ha commentato su X le richieste di trasferimento dei poliziotti con un laconico: «Buon viaggio».

A queste aberranti parole, che mostrano il disprezzo dei progressisti per le forze dell’ordine – spesse volte assimilate al «fascismo» – hanno fatto seguito le dichiarazioni di politici dell’opposto schieramento.

Marine Le Pen, che guida il partito attualmente più votato in Francia, ha scritto che i «comuni amministrati dal mio partito», il Rassemblement national, saranno lieti di «esaminare le richieste» dei poliziotti in cerca di una ricollocazione più sicura. Stesso commento da parte di Xavier Melki, sindaco dei Républicains a Franconville.

Eric Ciotti, presidente dell’Udr e neo-eletto sindaco di Nizza, ha detto che la propria polizia municipale «ha bisogno di rinforzi» ed è disponibile ad «accogliere tutti gli agenti di Saint-Denis» minacciati dall’irresponsabile «decisione di disarmo presa dal sindaco di Lfi».

Assurdità unicamente galliche? Temiamo di no, se alla sinistra del Pd dovessero acquisire spazio certi ambienti contigui all’anarchismo, ai centri sociali e ad Avs, che ha fatto eleggere una «anti-polizia» come Ilaria Salis al parlamento europeo.

In fondo, la questione è semplice: se la polizia è disarmata come fa a fronteggiare i criminali, e a proteggere gli onesti, specie i più deboli? A meno che la sinistra radicale non preferisca – in nome del pacifismo e dell’antimilitarismo – chi delinque a chi tutela l’ordine pubblico.

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Author: Fabrizio Cannone

Fieramente italiano, romano e cristiano, sposato con 3 figli, collabora con varie testate e siti web.