Siamo al terzo Capitolo dei Promessi Sposi. La figura di Agnese viene ancor meglio definita. Ma il personaggio che emerge, e che ancora ritroveremo al desco di Don Rodrigo, è il Dottor Azzecca-garbugli. Il leguleio, che con il suo latinorum cerca di confondere il
povero Renzo che però, per quanto indotto, non manca di un poco di intuito e capisce che quell’uomo non è migliore di Don Rodrigo e, forse, diremmo noi, nemmeno peggiore degli avvocati di oggi, sempre pronto ad imbrogliar le carte …
La narrazione si fa sempre più interessante e la voce, calma, e quasi solenne del narratore, accompagna pagina dopo pagina, parola dopo parola, svelando i tratti dei personaggi con quella delicatezza che commuove e che, senza fretta, descrive, con gran rispetto, ognuno degli attori: le loro parole, l’aspetto, l’ambiente, che riflette il loro animo e la loro vera natura, le loro più segrete intenzioni …
Ma cominciamo d’accapo.
Lucia entrò nella stanza terrena, mentre Renzo stava angosciosamente informando Agnese, la quale angosciosamente lo ascoltava. Tutt’e due si volsero a chi ne sapeva più di loro, e da cui aspettavano uno schiarimento, il quale non poteva essere che doloroso: tutt’e due, lasciando travedere, in mezzo al dolore, e con l’amore diverso che ognun d’essi portava a Lucia, un cruccio pur diverso perché avesse taciuto loro qualche cosa, e una tal cosa. Agnese, benché ansiosa di sentir parlare la figlia, non poté tenersi di non farle un rimprovero. “A tua madre non dir niente d’una cosa simile!”
“Ora vi dirò tutto,” rispose Lucia, asciugandosi gli occhi col grembiule.
“Parla, parla! — Parlate, parlate!” gridarono a un tratto la madre e lo sposo.
“Santissima Vergine!” esclamò Lucia: “chi avrebbe creduto che le cose potessero arrivare a questo segno!” E, con voce rotta dal pianto, raccontò come, pochi giorni prima, mentre tornava dalla filanda, ed era rimasta indietro dalle sue compagne, le era passato innanzi don Rodrigo, in compagnia d’un altro signore; che il primo aveva cercato di trattenerla con chiacchiere, com’ella diceva, non punto belle; ma essa, senza dargli retta, aveva affrettato il passo, e raggiunte le compagne; e intanto aveva sentito quell’altro signore rider forte, e don Rodrigo dire: scommettiamo. Il giorno dopo, coloro s’eran trovati ancora sulla strada; ma Lucia era nel mezzo delle compagne, con gli occhi bassi; e l’altro signore sghignazzava, e don Rodrigo diceva: vedremo, vedremo. “Per grazia del cielo,” continuò Lucia, “quel giorno era l’ultimo della filanda. Io raccontai subito….”
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