Conosciamo tutti le parole del Presidente degli Stati Uniti di ieri. Un ultimatum che mirava a piegare la volontà dell’Iran e dei suoi alleati. Ieri sera, le parole del Santo Padre riportavano ancora una volta l’attenzione dai meri interessi economici alle vite innocenti ed alle coscienze dei governanti, dei popoli, delle persone.
Ora, la tregua di quindici giorni sollecitata ed ottenuta, su tutti i teatri di guerra, dal Pakistan con il sì di tutte le parti belligeranti.
Ovviamente, non è una pace vera. Prova ne è che la consapevolezza che questa tragedia abbia radici morali e spirituali non sembra essere ancora né dei governanti, né di chi fa informazione, se è vero, come è vero, che la prima preoccupazione delle Agenzie già è:
“Corsa al ribasso per il petrolio, perde il 18% e scende sotto i 100 dollari al barile. Crolla anche il prezzo del gas a 43 euro
Sono i primi effetti con la tregua di due settimane tra Usa-Iran”
Preoccupazione legittima, ovviamente, ma se la consapevolezza resta sempre e solo quella economica, non dimentichiamo che il conflitto è nato proprio per motivi di economia mondiale e di potere mondiale.
Come la guerra è iniziata, e ora forse si sospende veramente o, addirittura, si conclude, comunque sarà pronta a ripartire, a meno che, realmente si torni ai motivi morali e spirituali della Pace vera e della collaborazione nella solidarietà.
Ma l’ignorata strage della popolazione del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo ad opera del Ruanda tramite i ribelli dell’M23, dopo una guerra che ha causato 5 milioni di morti dal 1998 ad oggi, non è causata forse, e prolungata dalle niove stragi, dagli interessi economici cui si associa la malvagità umana? Inetressi economici del Ruanda soltanto, o anche dell’Europa, come ricordavo in due miei video, quello dell’11 feb 2025 QUI e QUI? La situazione così continua nell aRepubblica democratica del Congo …
“Un anno di violenze e sfollamenti
Goma, il capoluogo del Nord Kivu, caduto a fine gennaio 2025, e Bukavu, finita in mano ai ribelli dell’M23 poco dopo a febbraio. Un anno di atrocità in cui il territorio della parte orientale del Paese è stato trasformato in un teatro di violenza: saccheggi, massacri di civili, sparizioni forzate, torture sistematiche, esecuzioni pubbliche, arruolamento forzato di bambini e ragazzi, stupri infiniti. E no, non è una guerra civile, ma un’occupazione feroce da parte del Paese vicino con la complicità internazionale, i cui motivi sono ben noti: l’appropriazione delle immense ricchezze dell’est congolese. «Togliete le mani dall’Africa!», aveva esclamato papa Francesco in uno dei suoi primi discorsi a Kinshasa, durante il suo viaggio nella Rdc, nel 2023. «Chi l’ha ascoltato?» continua il missionario, la cui testimonianza, come quelle che seguiranno, è in forma anonima per motivi di sicurezza. «Oggi, tre anni dopo quel discorso, stiamo assistendo a un grave degradarsi della situazione: migliaia di vittime, che si aggiungono alla quantità sterminata di morti causata da una guerra trentennale, milioni di profughi, un enorme cumulo di sofferenze e umiliazioni». (Vatican News 31 gennaio 2026, 11:10)”
E, ammesso che la guerra veramente cessi in Medio oriente, cosa accadrà all’interno dell’Iran, cosa sta accandendo ancora in Siria, cosa sta ancora accadendo tra Ucraina e Russia? E cosa rischia di accadere a Taiwan?
Le parole fanno poco. La preghiera ed i sacrifici possono fare molto!
Preghiamo Maria, Regina della Pace e Madre del Buon Consiglio.
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