L’urtar che fece la barca contro la proda. Insegnare i “Promessi sposi”: una buona battaglia.

“Al posto dei Promessi sposi meglio …i gialli, i fantasy e le sceneggiature?

È un romanzo difficile? Gli adolescenti non lo comprendono?

Ogni libro porta in dono la sua ricchezza, specie se un libro scritto con mano d’artista e cuore intelligente. Ma perché rinunciare – in un’età bellissima come i 15-16 anni – ad affascinare i nostri studenti con quel tesoro di parole e di valori che don Lisander ci ha lasciato? Manzoni, che proprio il 24 aprile del 1821 iniziava a scrivere il Fermo e Lucia, ha vegliato su ogni parola del suo romanzo per oltre vent’anni e poi, nonostante l’immediato e meraviglioso successo, ha rinunciato al sequel, anzi si è dedicato, per gli altri trent’anni della sua lunga vita, esclusivamente alla saggistica, specie di taglio storico e linguistico.

Quale dono troviamo nel cap. IX del Promessi sposi?

L’incipit è di una bellezza unica. Soffermiamoci sulle parole scelte da Manzoni. Rileggiamole piano.

L’urtar che fece la barca contro la proda, scosse Lucia, la quale, dopo aver asciugate

Ci sono ben 10 parole bisillabe prima del verbo “asciugate”: L’ur-tar  che fe-ce la bar-ca con-tro la pro-da, scos-se Lu-cia, la qua-le, do-po a-ver asciugate. Il ritmo è cadenzato, imita davvero il muoversi lento sull’acqua della barca che porterà i tre in salvo, lontano da don Rodrigo e dai suoi bravi. L’allitterazione delle consonanti dentali, sorde e sonore [-td -], riproduce il momento esatto in cui la barca – nel toccare la sponda del lago – fa rialzare di scatto la testa a Lucia.

Alzò la testa: la forma ossitona (alzò) sembra voler risvegliare la nostra attenzione di lettori, proprio ad avvio di un capitolo che condurrà a nuove drammatiche vicende, a Monza per le due donne, a Milano per il solo Renzo. Il IX è l’ultimo capitolo in cui i due promessi sono insieme. Bisognerà attendere il XXXVI perché si possano rincontrare in un luogo che nemmeno i turbamenti più inquieti di quella notte in fuga avrebbero fatto loro immaginare: il lazzaretto di Milano, luogo di sofferenza, di lutti, di rare guarigioni.

La barca, oltre la narrazione: la Chiesa

La barca è un simbolo potente in ogni cultura. Nella tradizione cristiana, la nave simboleggia la Chiesa che guida i fedeli attraverso le tempeste del mondo. Manzoni ci invita ad andare oltre la narrazione. Per lasciare quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno (forse lasciando Olate o Acquate) ed arrivare all’altra sponda dell’Adda, padre Cristoforo aveva previsto per i tre in pericolo l’aiuto di un barcaiolo, senza nome, senza età, senza volto ma capace di pronunciare parole potenti, al rifiuto di una ricompensa da parte di Renzo: ricompensa Di che cosa?.. siamo quaggiù per aiutarci l’uno con l’altro.

Manzoni attraverso un brav’uomo che aiuta, nel cuore della notte, sconosciuti in fuga, ci consegna un messaggio di fratellanza, solidarietà, vera salvezza umana. Risentiamola quella frase nella lingua del cuore, nel dialetto milanese: Sèmm al mund per vütass, letteralmente, “Siamo al mondo per aiutarci”. Quante volte in terra lombarda sarà risuonato fra gente semplice proprio questo invito a renderci solidali, senza nulla chiedere in cambio.

Essere al servizio di chi ha bisogno, realizzando il sogno di un’umanità che, proprio nelle difficoltà della vita (ecco il simbolo della barca, una Chiesa in balia della storia), trova un approdo, trova una mano amica, trova soccorso e non contrae nessun debito, se non di riconoscenza del cuore.

Sem al mund per vutass. Anche se il romanzo è scritto in una lingua piuttosto impegnativa per i nostri adolescenti, anche se il romanzo riflette valori di “una volta”, anche se per capirlo bisogna dedicare del tempo in classe che sembra meglio riservare ad altro (magari di più proficuo… ma che cosa è davvero proficuo per crescere in età e sapienza?), non credo che rinuncerò mai ad aprire lo scrigno dei Promessi sposi, troppo prezioso per rinunciarvi. Per questo combatterò la buona battaglia (Tim. 4, 7).

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Author: Gisella Merli

Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano, docente di Italiano e Latino in un liceo della provincia di Monza e Brianza,  webmaster del Blog "Libertà e Persona".

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