Antifona d’ingresso Ap 1,6
Gesù Cristo ha fatto di noi un regno
e ci ha costituiti sacerdoti per il suo Dio e Padre;
a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
MESSA CRISMALE DEL GIOVEDÌ SANTO – 01 APRILE 2026
Colore Liturgico Bianco
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto. Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri del nostro Dio sarete detti. Io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza eterna. Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli. Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore» (Isaia 61,1-3.6.8-9).
Il brano descrive la missione del Messia, l’Unto («Consacrato») dallo Spirito non solo per restaurare le mura di Gerusalemme, ma soprattutto per portare liberazione e consolazione agli afflitti, trasformando il lutto in gioia e il popolo in «sacerdoti del Signore».
L’immagine mostra la copertina del testo liturgico cattolico intitolato «Benedizione degli Oli e Dedicazione della Chiesa e dell’Altare» contenente la versione italiana dei nuovi riti «Benedizione degli oli» e «Dedicazione della chiesa e dell’altare», approvati dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nel giovedì santo del 1981, il 16 aprile.
L’illustrazione creata dal «Gruppo di Ricerca Liturgico-Artistica della Scuola Beato Angelico» di Milano, con un tratto grafico essenziale, composto da linee dorate sottili su un fondo marrone bruciato, presenta al centro la figura stilizzata di Cristo Risorto, con le braccia spalancate in un gesto di accoglienza e di benedizione. In alto, al centro, è raffigurata la colomba che simboleggia lo Spirito Santo e, attorno a Gesù, sono tratteggiati gli apostoli che tendono le mani verso di lui e, in basso, i fedeli. Sullo sfondo si scorgono i profili di architetture ecclesiastiche, come cupole e campanili, che richiamano la comunità dei fedeli riunita nell’edificio sacro, santificato dai riti della dedicazione e dall’uso degli oli sacri.
«Ode all’olio»
La poesia «Ode all’olio», contenuta nella raccolta «Odas Elementales» di Pablo Neruda è un inno alla natura, celebrando l’olio d’oliva come «ricolmo tesoro», «inesauribile pace» e «miracolo» prezioso.
«[…] Olio,/ nella nostra voce, nel/ nostro coro,/ con/ intima/ mitezza possente/ tu canti:/ sei lingua/ castigliana:/ ci sono sillabe di olio,/ ci sono parole/ utili e profumate/ come la tua fragrante materia.// Non soltanto il vino canta,/ anche l’olio canta,/ vive in noi con la sua luce matura/ e tra i beni della terra/ io seleziono,/ olio,/ la tua inesauribile pace,/ la tua essenza verde,/ il tuo ricolmo tesoro che discende/ dalle sorgenti dell’ulivo».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
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