“Nell’attuale panorama scolastico – scrivono Cristian Pagliariccio e Natalia Laura Perotto– si sta progressivamente affermando l’idea che un ‘buon insegnante’ debba necessariamente affascinare, trasmettere passione, coinvolgere emotivamente e intrattenere studenti e studentesse. Questa concezione, considerata apparentemente
innocua e persino auspicabile, raccoglie sempre più consensi. In molti casi viene addirittura spinta e promossa da insegnanti. E non hanno torto. In questa concezione del rendere piacevole con l’insegnante piacevole, per la verità, emerge quel desiderio dell’alunno di non far fatica e, fin qui, è del tutto normale; ma oggi questa diffusa visione del docente coinvolgente oscura la sua vera missione e la vera esigenza dell’alunno: essere affascinato prima che dall’uomo, che dal docente, maschio o femmina che fosse, dall’attrazione per il Bene, per la Verità e per Bellezza, da rintracciare in ogni cosa, ancorché il docente fosse mortificante e qauanto di più opposto al Bene, al Vero, al Bello e, perfino al Santo. Desiderio di imparare ad imparare, come si esprime una delle chiavi di cittadinanza europea, se non fosse che questa competenza si acquista e sviluppa solo se insegue Verità e Bellezza e Bontà e Santità, e non sterilmente sé stessa. La scuola come occasione che ci è data per rintracciare la strada dell’essere e dell’Uno unificante che rende i più comune-unione. L’articolo, che volentieri proponiamo, sicuramente non si spinge a tanto, ma è forse un buon inizio.
“Un buon insegnante deve affascinare e accattivare, “è un’idea tossica e vi spiego perché”. INTERVISTA a Natalia Laura Perotto”
Da Orizzonte Scuola 14 Aprile 2026 (agg. 15/04/2026) Di Vincenzo Brancatisano
“Al pari dell’insegnante che punisce e fa dell’imposizione e della sofferenza un metodo, anche l’insegnante che affascina concorre a realizzare una cultura tossica”. E ancora: “La differenza tra una cultura violenta e una cultura che affascina forzatamente sta nel fatto che la seconda è socialmente più accettabile, ma comunque disfunzionale e illusoria”. Di più: “La cultura basata sull’insegnante che deve affascinare è tossica perché esalta il perfezionismo ed esclude un modello inclusivo di società”.
Con un interessante articolo intitolato “Perché la cultura basata sull’insegnante che deve affascinare è tossica?” e pubblicato sul loro portale Salutementale.eu, due psicologi e psicoterapeuti, Cristian Pagliariccio e Natalia Laura Perotto, hanno acceso un faro sul ruolo svolto dagli insegnati nel processo di formazione degli studenti. Per catturare l’attenzione dei loro allievi, i docenti [… Continua QUI]