Dalla Seconda Lettura
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime. (1Pt 2, 25)
IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – 26 APRILE 2026
Colore Liturgico Bianco
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: “Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”.
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. E Pietro disse loro: “Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”.
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: “Salvatevi da questa generazione perversa!”. Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone» (Atti degli Apostoli 2,14.36-41).
Il brano descrive la conclusione del primo discorso pubblico di Pietro, pronunciato nel giorno di Pentecoste.
L’apostolo proclama che Dio ha costituito Signore e Cristo il Gesù crocifisso e conferma la nascita della prima comunità cristiana. La folla sperimenta una profonda commozione interiore che porta gli ascoltatori a chiedersi: «Che cosa dobbiamo fare?». Pietro risponde esortando alla conversione e al battesimo nel nome di Gesù per il perdono dei peccati e a ricevere il dono dello Spirito Santo. Accolsero il Signore circa tremila persone.
«Battesimo dei neofiti»
L’affresco il «Battesimo dei neofiti» è stato realizzato da Masaccio tra il 1425 e il 1426.
L’opera fa parte del ciclo delle «Storie di san Pietro» situato nella Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. La scena, ambientata in una valle tra colline scoscese che digradano verso lo sfondo, ritrae proprio l’episodio biblico sopra citato in cui Pietro battezza i nuovi convertiti, detti appunto neofiti. L’apostolo, raffigurato con un gesto solenne e deciso, sta versando l’acqua da una ciotola sul capo di un giovane dal corpo stupendamente modellato che, a mani giunte, è inginocchiato nel fiume. Sulla destra, altri giovani stanno aspettando di essere battezzati. Tra questi uno già spogliato, si copre con le braccia perché trema per il freddo e un altro si sta togliendo gli abiti di dosso. Al centro, è dipinto un uomo con la barba, scalzo e dal capo chiaramente bagnato che, dopo essere stato battezzato, si abbottona la tunica blu.
Dal «Trittico Romano» di Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II)
Dalla poesia «Sorgente», tratta dalle meditazioni «Trittico Romano» (2003) scritte da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II):
«Seno di bosco discende/al ritmo di montuose fiumane…/ Se vuoi trovare la sorgente,/ devi salire verso l’alto, controcorrente./ Penetra, cerca, non arrenderti,/ tu lo sai, dovrebbe essere qui, da qualche parte – / Sorgente, dove sei? Dove sei, pace?».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S