Il bene si offre, non si impone. La caratteristica principale dell’amore è la libertà. Non solo libertà di scelta, ma libertà dalle schiavitù.
Nel Vangelo leggiamo un’offerta d’amore e di libertà, una domanda di relazione da parte di Gesù:
“ I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua? Ed egli rispose. Andate in città, da un tale e ditegli: il maestro dice: il mio tempo è vicino, farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. (Mt 26, 17-18)
Il “tale” siamo noi. Siamo io e te. Gesù vuole venire da te e da me con i suoi discepoli, cioè con tutta la sua Chiesa, per fare Pasqua con me e con te.
Gesù dice alla sua Chiesa, che siamo tutti noi battezzati: “Vai da quel mio figlio, perché il tempo è vicino. Avvertilo che io desidero venire da lui, nel suo cuore, nella sua casa, nella sua famiglia, per fare Pasqua con lui. Dì a questo mio figlio amato che sono qui a bussare alla sua porta, affinché mi faccia entrare: voglio aiutarlo a fare dei passaggi.
Desidero aiutarlo a passare dalla “valle del lamento” a quella della gratitudine. Gli insegnerò che non c’è niente di scontato di ciò che possiede, ma tutto è un dono della mia grazia: la sua vita, i suoi affetti, il suo lavoro, i suoi talenti, i suoi beni. Nulla è scontato.
Voglio che passi dalla schiavitù della paura alla gioia della libertà. I miei figli hanno paura di perdere la salute, il denaro, la vita propria e quella delle persone care. Temono di perdere l’onore, la stima, la riconoscenza del mondo. Si preoccupando di non perdere i loro spazi, la loro libertà, la loro bellezza, la giovinezza. Temono di perdere “l’esclusiva della persona amata”, assecondando lo spirito di gelosia che si oppone all’amore vero, perché l’amore è libertà, non possesso.
Così non vivono, ma sopravvivono, non amano, ma muoiono lentamente giorno dopo giorno, cercando di non perdere nulla. Se solo sapessero che solo donando si è davvero ricchi, che solo amando si riceve amore, solo morendo a se stessi si può vivere pienamente!
Pasqua significa PASSAGGIO. Passiamo allora attraverso le acque del Mar Rosso che Gesù aprirà per noi, perché facciamo questo passaggio e lasciamo alle nostre spalle gli egiziani delle nostre paure che ci inseguono da sempre.
Passiamo dalla vita di “galleggiamento in superficie” che ci propone il mondo, a quella dell’immersione nello Spirito Santo.
Passiamo dalla parte del bene, senza condizioni né compromessi col nemico.
Passiamo dalla parte del vincitore, che ci promette la salvezza e ci permette di pregustare il paradiso già adesso.
Passiamo dalla parte di Gesù. È solo una questione di scelta.
E tu? Da che parte vuoi stare?
“Chi non è con me è contro di me”
Non esiste una terza possibilità.
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