Trump è negli Epstein files! (2)

Così il new York Times del 25 febbario 2026: “I documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia menzionano brevemente l’accusa non verificata di una donna secondo cui Donald J. Trump l’avrebbe aggredita negli anni ’80, quando era minorenne. Tuttavia, diversi promemoria relativi al suo racconto non sono presenti negli archivi… I materiali sono promemoria dell’FBI che riassumono le interviste condotte dall’ufficio in relazione alle affermazioni fatte nel 2019 da una donna che si è fatta avanti dopo l’arresto del signor Epstein per affermare di essere stata aggredita sessualmente sia dal signor Trump che dal finanziere decenni prima, quando era minorenne. L’esistenza dei promemoria è stata rivelata da un indice che elencava i materiali investigativi relativi al suo racconto, che è stato reso pubblico. Secondo quell’indice, l’FBI ha condotto quattro interrogatori in relazione alle sue affermazioni e ha redatto riassunti per ciascuno di essi. Ma solo uno dei riassunti, che descrive le sue accuse contro il signor Epstein, è stato pubblicato dal Dipartimento di Giustizia. Gli altri tre risultano MANCANTI“.

Ebbene,

mettiamo insieme questo fatto, con la denuncia fatta nel 2016 da una certa Jane Doe 102 sempre nei confronti di Trump ed Epstein, che potete trovare nel file: Case 1:16-cv-04642-RA Document 1 Filed 06/20/16 Page 1 of 9 QUI

E adesso cerchiamo di capire chi è Jane Doe 102. Ce lo dice lei stessa, Virginia Giuffrè (“Doe sono io“) nella sua Autobiografia, quella in cui ricorda:

1) lavoravo per Trump a Mar a lago;

2) fu lì che fui addescata da Maxwell

3) alle cene di Epstein c’erano Clinton e Trump

4) il principe Andrea era un violentatore

5) a pag. 270 ricorda la sua denuncia sotto il nome di Jane Doe, nei confronti di “un noto uomo d’affari

6) a pag. 259 ricorda che il giudice Alexander Costa, nel 2008, fece patteggiare Epstein, di fatto proteggendolo;

7) a pag. 343 ricorda che Trump, un anno dopo, “nominò segretario del lavoro Alexander Costa, l’ex procuratore federale che, a Miami, aveva approvato il vergognoso accordo riservato di non perseguibilità” e che Acosta fu poi costretto, qualche tempo dopo, alle dimissioni;

8) a pag. 347 ribadisce la stranezza della nomina di Acosta e del fatto che “il nome di Epstein non fosse mai apparso durante le audizioni per la ratifica della sua nomina“.

9) ricorda la presenza sull’isola di Alan Morton Dershowitz, accusandolo di aver abusato di lei: Dershowitz è stato avvocato di Epstein, di Weinstein (altro stupratore seriale, amico di Epstein e dei Clinton; si vedano le foto di Hillary con Epstein e quelle di Hilary con Weinstein- mette sempre le mani sulla cravatta, ad entrambi-, ma anche quelle di Trump con Epstein e Weinstein) e di Trump nel 2020.

Dunque Virginia Giuffrè, la cui testimonianza è stata essenziale per la conoscenza di tutto, è stata abbastanza chiara su Trump…

Se a queste affermazioni, si aggiungono quelle dei documenti citati dal New York Times, si vede che le accuse a Trump di essere protagonista del giro Epstein sono almeno due.

Dove sono i file spariti? Perchè l’amministarazione Trump continua a censurare la gran parte dei nomi nei files pubblicati? Perchè fa la guerra ai deputati Maga che chiedono chiarezza?

Ma Trump scacciò Epstein dal club di Mar a Lago nel 2007! Questa è la difesa.

Sì, ma intanto Epstein ne ha fatto parte – del circolo di Trump, per molti anni! La loro amicizia per molto tempo è provata e accertata.

In secondo luogo la cacciata è avvenuta solo “un mese DOPO che Epstein aveva firmato l’accordo di non perseguibilità“, cioè quando ciò che quasi tutti nel giro sapevano divenne pubblico. Un po’ tardi, forse…

Si aggiunga che la verisone di Trump è questa: lo ho scacciato dal mio club perchè ha cercato di rubare il mio personale, come Virginia. Ma Virginia Giuffrè, era stata “rubata” (passando da lavorare per Trump a “lavorare” per Epstein) nel 2000, cioè 7 anni prima. Anche in questo caso, un bel ritardo…

Vedi anche questi articoli in cui si ricorda l’opposizione di Trump alla pubblicazione dei files:

Nel furore di Epstein, Trump fatica a scrollarsi di dosso una controversia che un tempo i suoi alleati avevano alimentato QUI

Con le teorie del complotto su Epstein, Trump si trova ad affrontare una crisi da lui stesso provocata QUI

Il Dipartimento di Giustizia afferma che la “lista dei clienti” di Epstein non esiste, ritirando la teoria promossa da Bondi QUI

Per la I puntata: TRUMP e i DEM negli EPSTEIN files (1)

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