Giuseppe Protettore e Patriarca dei cristiani
In alcune aree del mondo, il 19 Marzo si festeggia la Festa del Papà, una festa civile. Molti sanno anche che questa festa è ispirata al ricordo della odierna Solennità di San Giuseppe, Padre putativo di Gesù.
La Solennità religiosa di San Giuseppe, Patriarca e Potettore dei cristiani, risale al Medioevo, forse al V secolo, risalendo
all’omonima festa celebrata in alcuni monasteri egiziani, custodi della storia apocrifa di Giuseppe il falegname.
Il suo comportamento, attento, prudente, indefettibile, generoso e premuroso, protettivo e forte diviene modello di veri padri, dei quali abbiamo veramente bisogno. Uomini forti e fedeli, non violenti ed egoisti perché fragili e senza un chiro senso della vita né sul piano naturle che spirituale.
L’augurio ai papà dunque è somigliare a San Giuseppe, uomo laborioso ed orante.
San Giuseppe Patriarca
Ma a San Giuseppe, scriveva Papa Leone XIII nella lettera enciclica Quamquam pluries, è affidata la “culla della nascente Chiesa”. “Ne consegue che il beatissimo Patriarca si consideri protettore, in modo speciale, della moltitudine dei cristiani di cui è formata la Chiesa, cioè di questa innumerevole famiglia sparsa in tutto il mondo sulla quale egli, come sposo di Maria e padre di Gesù Cristo, ha un’autorità pressoché paterna”. “È dunque cosa giusta – sottolinea ancora Papa Pecci – che, come egli un tempo soleva tutelare santamente in ogni evento la famiglia di Nazaret, così ora col suo celeste patrocinio protegga e difenda la Chiesa di Cristo”.
Similmente Papa Francesco nelle sue catechesi su San Giuseppe e nell’udienza generale del 16 febbraio del 2022.
Una speciale omilia di Papa Benedetto XVI
E come non ricordare che Papa Benedetto XVI in questo giorno feceva memoria del suo onomastico, chiamandosi, infatti, Joseph? Di lui si conserva un’omelia inedita in tedesco, qui tradotta, e parte di una raccolt adi oltre centotrenza omelie per lo più risalente agli anni di ritiro nel Monastero Mater Ecclesiae.
Cari amici,
accanto a Maria, Madre del Signore, e a san Giovanni Battista oggi la liturgia ci presenta una terza figura, in cui l’Avvento è quasi persona, una figura che incorpora l’Avvento: san Giuseppe. Meditando il testo del Vangelo possiamo vedere, mi sembra, tre elementi costituitivi di questa visione.
Il primo e decisivo è che san Giuseppe viene chiamato “un giusto”. Questa è per l’Antico Testamento la massima caratterizzazione di uno che vive realmente secondo la parola di Dio, che vive l’alleanza con Dio.
Per capirlo bene dobbiamo pensare alla differenza tra Antico e Nuovo Testamento.
L’atto fondamentale di un cristiano è l’incontro con Gesù, in Gesù con la parola di Dio, che è Persona. Incontrandoci con Gesù incontriamo la verità, l’amore di Dio e così la relazione di amicizia diventa amore, la nostra comunione con Dio cresce, siamo realmente credenti e diventiamo santi.
L’atto fondamentale nell’Antico Testamento è diverso, perché Cristo era ancora futuro e quindi al massimo era andare incontro a Cristo, ma non era ancora un vero incontro come tale. La parola di Dio nell’Antico Testamento ha sostanzialmente la forma della legge – “Torah”. Dio guida, questo è il senso, Dio ci mostra la strada. É un cammino di educazione che forma l’uomo secondo Dio e lo rende capace di incontrare Cristo. In tal senso questa giustizia, [Testo completo QUI]
Vogliamo anche pubblicare una riflessione molto semplice del noto Padre Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti, religioso e sacerdote molto apprezzato.
IL GRANELLINO🌱
(Mt 1,16.18-21.24)
Il Signore istruisce Giuseppe nel sogno. E il messaggio che Giuseppe riceve nel sogno si compie. Lo Spirito Santo, per singolare privilegio dell’Altissimo, già ricolmava Giuseppe. Io non ricordo quasi mai i sogni che faccio. Devo dedurre che i miei sogni sono solo il prodotto del mio vissuto quotidiano e non parola di Dio. Conosco delle persone di fede che mi raccontano dei sogni che hanno e che poi diventano realtà. A volte i loro sogni sono più visioni che sogni. Comunque la Bibbia e la storia della Chiesa è piena di sognatori e i loro sogni hanno un riscontro nella vita. È bello leggere e meditare il personaggio biblico di nome Giuseppe, al quale il Signore dava il significato degli eventi futuri attraverso i sogni.
Non dobbiamo meravigliarci se ci sono uomini e donne che fanno sogni soprannaturali. L’altro giorno una donna della mia parrocchia mi chiama per raccontarmi un sogno che aveva fatto la notte precedente. Mi racconta che era venuta in chiesa e, gridando forte, mi esortava ad uscire immediatamente fuori dalla chiesa perché la presenza del nemico mi voleva fare del male. Sogno umano o soprannaturale? Leggendo, per esempio, la vita di San Giovanni Bosco, vediamo come Dio gli parlava attraverso i sogni. Con la Pentecoste si sono compiute le parole del profeta Gioele che riferisce le parole del Signore: “Io effonderò il mio spirito su ogni uomo e diventeranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni e i vostri giovani avranno visioni”.
Mai come in questo tempo abbiamo bisogno di sognatori e visionari di Dio perché ci dicano che tutto andrà bene e che il mondo ritorni al Signore, fonte di pace, amore e prosperità. Chi non ha fede non diventa sognatore di Dio. Senza fede abbiamo solo incubi senza via d’uscita. Quando non c’è speranza, non si è spinti a operare nella carità. Invochiamo oggi San Giuseppe perché ci faccia comprendere il significato soprannaturale di questo incubo che stiamo vivendo.
Preghiamo: San Giuseppe, come hai custodito Gesù dal piccolo Erode, così custodiscici dal grande Erode che, mentre il mondo dormiva profondamente, ha seminato la zizzania, cioè il coronavirus. Amen. Amen.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
PS: Leggi e medita i libri IL SEMINATORE, IL GRANDE REGISTA, MARIA MADRE D’AMORE, IL GRANELLINO e LA PERLA PERDUTA di P. Lorenzo e vedrai com’è bello vivere la Compagnia del SIGNORE.
MISSIONE PASQUA: Questo libro è un’esperienza per sollevare gli sguardi dei nostri bambini verso la bellezza del Cielo. (Edizione Vocazionisti)
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Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

