La breve presentazione non ha per fine il proselitismo, ma è una riflessione su una tematica, che riguarda l’Occidente: la fede cristiana.
Il culto del Sacro Cuore, oltre ad avere una valenza teologica ed esegetica (cfr. Lc 2, 34 – 35), possiede anche una dimensione culturale.
È l’inizio del 1600 (XVII secolo) e l’Europa si trova ad affrontare la
modernità, quindi, lo sviluppo delle scienze empiriche e l’esaltazione della ragione razionale, le quali pongono il soggetto al centro della storia, scindendolo però dall’Archè, Dio.
In codesto periodo storico, però, vi è chi per superbia si oppone a Dio, origine e fine dell’universo, e chi si lascia da Lui condurre, come Santa Margherita
Maria Alacoque.
Il film può essere anche una modalità attraverso la quale una persona può
riflettere sul proprio percorso di fede e riprenda la ricerca della verità, affidandosi alla mediazione ecclesiale.

Nei cinema italiani è avvenuto … un miracolo!
Secondo quanto riportano i dati Cinetel per la giornata di lunedì 2 marzo 2026, a trionfare letteralmente al box office non sono stati i campioni d’incassi Cime tempestose o Scream 7, bensì Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine, un docudrama francese diretto da Steven e Sabrina Gunnell, in cui si celebra il 350esimo anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù e di Santa Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial, in Borgogna, avvenute tra il 1673 e il 1675. I numeri di questo successo fulminante ed estemporaneo parlano chiaro: 266mila euro d’incassi per quasi 34mila spettatori in un solo giorno. Dietro, ma molto dietro, c’è Scream 7, l’horror distribuito dalla corazzata Eagle, che raccoglie 102mila euro per poco meno di 13mila spettatori. Al terzo posto c’è Cime tempestose, altro kolossal Warner, che sfiora i 99mila euro per 13.504 spettatori. [… Continua QUI]
Views: 40