E’ noto che recentemente i patriarchi delle chiese cristiane, compreso il cardinal Pizzaballa, hanno condannato il cosidetto “sionismo cristiano“, fatto proprio da molti evangelici americani. Altrettanto noto è che il papa Pio XII non riconobbe lo stato di Israele, scioccato dalla cacciata di 750 mila profughi, tra cui oltre 200 mila cristiani e che Paolo VI continuò a considerare gli ebrei che arrivavano in Terra Santa dalla Russia e dall’Europa, degli “occupanti“, per di più particolarmente duri con gli abitanti autoctoni.
Meno noto che i sionisti, come Gurion, Meier ecc. erano pressochè tutti atei, di fede socialista e che avevano rinnegato gli ideali religiosi dei propri padri, sostituendoli con le “religioni” politiche contemporanee: il nazionalismo e il socialismo. Poco noto, altresì, un altro fatto: la distruzione sistematica e la profanazione di chiese e materiale religioso (vangeli, reliquie, paramenti…) in Israele, sin dalla fondazione.
Questa devastazione fu subito denunciata, benchè con toni estremamente dolci, dalla Chiesa dell’epoca, tramite l’Osservatore romano, ma il recente dramma del popolo ebraico, a causa dei nazisti, spinse la Chiesa a mantenere toni molto blandi (che non salvarono comunque la Chiesa dall’accusa strumentale: “antisemiti!”).
Ebbene lo storico israeliano Adam Oz, nel suo Il bottino, ricostruisce alcune profanazioni e distruzioni:



Views: 317