Liquidato come un orpello preconciliare l’inginocchiarsi è passato di moda. Ma fu lo stesso Gesù a pregare in ginocchio nei Getsemani mentre le scritture ci ricordano che «Nel nome di Gesù, ogni ginocchio deve piegarsi in cielo, sulla terra e all’inferno».
Basta sostare oggi in una qualsiasi chiesa per rendersi conto che ormai sono rimasti in pochissimi a genuflettersi non solo quando entrano nella casa di Dio ma quanto passano davanti al Tabernacolo e purtroppo a dare il cattivo esempio sono tanti sacerdoti.
Non parliamo poi della orrenda usanza – quando non addirittura un obbligo imposto abusivamente da sacerdoti e persino vescovi – di ricevere in piedi Nostro Signore realmente presente nell’Eucarestia.
Evidentemente c’è una chiesa che si è dimenticata che «Nel nome di Gesù, ogni ginocchio deve piegarsi in cielo, sulla terra e all’inferno. (Filippesi 11.10)» e che ha voluto liquidare come una anticaglia preconciliare il gesto che compì lo stesso Gesù nei Getsemani.
E’ dunque il caso di rispolverare il prezioso libretto che invitiamo a scaricare e leggere al link di seguito riportato: La genuflessione nel XIX secolo di monsignor Jean Joseph Gaume.
Si tratta di un opuscolo che, benché scritto un secolo e mezzo fa, nel descrivere come la Francia post rivoluzionaria avesse abbandonato molte forme di devozione popolare, anche in seguito all’incessante azione dei nemici della religione, pare parlare della nostra epoca, in cui smettendo di inginocchiarci davanti a Dio abbiamo finito per cadere in ginocchio adoranti di fronte al demonio, che si nasconde dietro le attuali ideologie, mode e idoli.
E poiché certi gesti esteriori non sono, come ormai si è portati a credere, inutili retaggi del passato ma sono capaci di orientare e guidare lo spirito e l’anima ritroviamo in questo volumetto le ragioni per tornare ad inginocchiarci, secondo anche l’esortazione di Benedetto XVI, che nella solennità del Corpus Domini del 2008, ricordò che «inginocchiarsi davanti all’Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo Sacramento».
La genuflessione nel XIX secolo di monsignor Jean Joseph Gaume,
(per gentile concessione di Rassegna Stampa del Centro cattolico di documentazione di Marina di Pisa)