Alfredo Tradigo 12 Marzo 2026
Sant’Agostino è stato il primo tra i Padri della Chiesa ad applicare il metodo allegorico-spirituale contenuto in questo libro che abbraccia ventuno secoli di arte cristiana in 180 immagini e propone altrettanti testi di scrittori dei primi secoli. Gesù stesso nel suo Vangelo propone questa chiave di lettura quando
afferma: “E come Giona rimase tre giorni nel ventre della balena, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni nel sepolcro”. Semplici parallelismi, concordanze, fili d’oro tesi tra Antico e Nuovo Testamento come afferma lo stesso Agostino: “Nell’Antico Testamento è nascosto il Nuovo, e in quello nuovo l’Antico diventa chiaro”.
La Bibbia, così, ci appare come uno scrigno di immagini, così ricco che quando lo apri ne resti abbagliato. Come in uno specchio poi, queste immagini si riflettono tra loro e formano altre immagini, altre storie. Non concetti, attenzione, ma significati, quasi sacramentali, cioè segni efficaci!
La luce è Cristo che si muove e si riflette in queste immagini che dall’Antico, come un fiume, fluiscono verso il Nuovo Testamento. I Padri della Chiesa d’Oriente e d’Occidente, Ambrogio, Agostino, Crisostomo, Efrem, Beda, Cassiodoro, Origene, Cipriano, etc., rileggono queste felici concordanze secondo una lettura allegorico-spirituale della Bibbia in cui più che i concetti vince lo stupore.
Non è un gioco estetico o intellettuale. Attraverso le sacre immagini la parola di Dio penetra come per osmosi nello spirito e vi rimane. Per esempio, quell’acqua viva che sgorga dal pozzo della samaritana è viva – così fa notare sant’Agostino – perché è collegata alla sorgente che è Cristo. Altrimenti, sarebbe acqua sterile, infeconda, inefficace a dissetare. E Thomas Merton, in Il pane vivo, aggiunge che
Le Scritture ci rivelano le caratteristiche dell’azione soprannaturale di Dio nel mondo per la salvezza delle anime. Si esprimono sempre con un linguaggio figurato perché, strettamente parlando, questi interventi di Dio sono dei misteri che eludono la portata dei concetti umani. E per quanto al di sopra delle nostre idee e dei nostri ragionamenti che possiamo fare su di essi, sono nondimeno molto vicini a noi, assai accessibili, concreti e tangibili in tutta la loro realtà spirituale.
Qui vediamo sottolineata la lettura figurata della Bibbia, una “chiave” che usiamo poco, ma che sempre più è inbdicata dal clero nelle prediche e nei commenti, oltre che essere indicata dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
In piena “civiltà delle immagini” questo è l’approccio più vicino alla cultura di oggi. (Cf S.E. Enrico Dal Covolo, Rettore Pontificia Un. Lateranense)
Il titolo, allora, riprende la parola “velo”, che adagio adagio viene sollevato: ed ecco il senso dell’espressione “Bibbia svelata” .
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