“Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete”

Salvezza di Israele, Affresco, 244-245 d.C, Dura Europos -Siria- Sinagoga, Damasco, Museo Nazionale.


«Così dice il Signore Dio: “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”. Oracolo del Signore Dio» (Ezechiele 37,12-14).

Il brano sta al culmine della celebre visione delle «ossa inaridite». È la promessa che non esiste situazione di aridità o «morte» interiore che Dio non possa rianimare con il suo soffio apportatore di vita.

L’immagine rappresenta uno degli straordinari affreschi provenienti dalla sinagoga di Dura Europos – nell’odierna Siria – databile intorno al 244-245 d.C. e conservato presso il Museo nazionale di Damasco. Il dipinto illustra la promessa divina di restaurazione e salvezza per il popolo d’Israele, attraverso la visione biblica di Ezechiele riguardo alla risurrezione dei morti, un potente messaggio di speranza a chi desiderava ardentemente il ritorno dall’esilio. L’artista utilizza diverse «mani» scendenti dall’alto, a simboleggiare l’intervento divino che infonde lo Spirito vitale e ad evidenziare il momento in cui Dio ordina al profeta di parlare a nome Suo sopra una distesa piena di ossa umane affinché riprendano vita.

Sulla parte sinistra, Ezechiele vestito con una tunica persiana e pantaloni tipici del tempo, è afferrato per i capelli dalla Mano di Dio che lo depone in una pianura piena di ossa e, al centro, lo stesso profeta indica i resti umani che iniziano a ricomporsi in forza del comando divino. Su quella destra è Ezechiele che rivolge un braccio verso l’alto per accogliere la rivelazione e l’altro verso la montagna, spaccata in due per il terremoto, dove si vedono mezzi busti e volti, figure rappresentanti i morti che cominciano a risvegliarsi.

Arricchisce la riflessione quanto scrive nella poesia «Ezechiele» il drammaturgo e critico d’arte inglese Robert Laurence Binyon:

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Libertà e Persona

La nostra redazione si avvale della collaborazione di studiosi attenti alla promozione di un pensiero libero e rispettoso della persona umana, grazie ad uno sguardo vigile sulle dinamiche del presente e disponibile al confronto. Nel tempo “Libertà e Persona” ha acquisito, articolo dopo articolo, un significativo pubblico di lettori e ha coinvolto docenti, esperti, ricercatori che a vario titolo danno il proprio contributo alla nostra rivista online. Gli articoli firmati "Libertà e Persona" sono a cura dei redattori.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.