Acclamazione al Vangelo
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cf. Gv 8,12)
IV DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A 14 MARZO 2026
Colore Liturgico Viola
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«In quei giorni, il Signore disse a Samuele: “Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re”. Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: “Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!”. Il Signore replicò a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore”. Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele disse a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: “Àlzati e ungilo: è lui!”. Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi» (Primo libro Samuele 16,1.4.6-7.10-13).
Dopo aver rigettato Saul, Dio incaricò Samuele di recarsi a Betlemme per ungere uno degli otto figli di Iesse come futuro re d’Israele. Tra questi, il profeta, guidato da Dio, scelse Davide, il più giovane, «con begli occhi e bello di aspetto» e lo unse con l’olio in presenza dei fratelli.
Con questo dipinto, intitolato «L’unzione di Davide da parte di Samuele», Victor Biennoury partecipò al concorso per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Parigi che, in quell’anno 1843, aveva come tema il fatto biblico: «Samuele che unge Davide».
Al «Prix de Rome» che permetteva ai migliori di studiare in Italia, l’artista francese vinse il Secondo Gran Premio, con la composizione pittorica più rilevante, in quanto il Primo Gran Premio non fu assegnato. La scena mostra il momento solenne in cui Samuele versa l’olio sacro da un corno sopra il capo del giovane pastore Davide, accompagnato dal padre Iesse e circondato dai fratelli che, nella loro casa a Betlemme, osservano l’evento manifestando espressioni di stupore alcuni, di dubbio, altri, altri ancora di ammirazione.
Atto d’amore
In «Atto d’amore», Ada Negri invita il Signore a restare. «Resta con me, poi che la sera scende/ sulla mia casa con misericordia/ d’ombra e di stelle. Ch’io ti porga, al desco/ umile, il poco pane e l’acqua pura/ della mia povertà. Resta tu solo/ accanto a me tua serva; e, nel silenzio,/ degli esseri, il mio cuore oda Te solo».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
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