Prima la sinistra non si era espressa sulla “Famiglia nel Bosco”, ora, dato che la Garante per l’Infanzia si è mossa per verificare se si riscontrassero atteggiamenti impropri, o scelte inadeguate nei
confronti della famiglia e dei tre bimbi, individuando alcune scelte problematiche da parte dei servizi sociali, ecco che la sinistra si muove.
Non si può dubitare dei servizi sociali, non si può dubitare dell’apparato dello stato. Ma come, le liberà individuali non contano? La condizine psicologica di una famiglia così provata non conta? Ma gli apparati non dovrebbero aiutare, accompagnare, sostenere la famiglia? Eh, no, a quanto pare, perché lo Stato non sbaglia e lo vediamo sia negli stati dove la dittatura imperversò, sia in quelli dove imperversa ancora. La famiglia non conta. Una volta si diceva che contasse la classe operaia, ora la classe operaia non c’è più e resta solo il provvido stato, onnipresente e onnipotente, nonché onniscente. Ma questa non è la descrizione di quel dio tanto avversato dalle ideologie di sinistra? Ora, se lo sono preso loro quel dio e lo chiamano Stato, , in particolare, in questo caso, lo chiamano servizi sociali, magistratura …
E pare se la siano presa anche con quegli specialisti di sinistra che si sono espressi in modo faverole per i bambini e la famiglia nel bosco e che la Garante aveva invitato per verificare essi stessi, partendo da punti di vista forse diversi ponendosi così, lei, di destra, al di sopra delle parti, come dovrebbe essere per il compito delicato che svolge. Ma lo Stato e gli apparati contano più delle vite e non si può metterli in discussione. Almeno, questa è l’opinionme che riesco a farmi dopo queste notizie così inquietanti.
Viva la democrazia popolare, ma quale?