La morte del filosofo Dario Antiseri è una grave perdita per il confronto tra Scuenza e Fede, tra Ragione e metafisica, tra metafisica e ragione. Ne aprliamo attarverso Stefano Fontana nel suo articolo del 13 Febbraio 2026 suLa Nuova Bussola Quotidiana.
Per la Redazione, Marcello Giuliano
“Morto Dario Antiseri, filosofo cattolico ma in conflitto con la metafisica”
Morto il filosofo cattolico Dario Antiseri, fra i firmatari dell’adesione degli intellettuali all’enciclica Fides et ratio. Non ha però mai risolto il suo rapporto conflittuale con la metafisica che definiva “utile per la scienza e dannosa per la fede”.
Il 12 febbraio è morto Dario Antiseri (nato nel 1940) filosofo della
scienza, preside della facoltà di Scienze Politiche alla LUISS di Roma.
Dario Antiseri è stato principalmente filosofo della scienza, ma ha esteso i suoi interessi e le sue competenze anche alla fede e alla politica. Nel primo ambito si è misurato a lungo sul tema del rapporto tra la ragione e la fede, nel secondo si è interrogato sulla relazione triadica tra fede, ragione e politica. Ha influenzato la cultura italiana contemporanea e soprattutto quella cattolica: pur avendo egli insegnato in centri accademici, diciamo, laici, si è sempre proclamato cattolico, ha dialogato con il Magistero (si pensi per esempio ai suoi interventi sull’enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II) alla fine del secolo scorso, e con i teologi cattolici. Si può dire che egli abbia indicato una “via”epistemologica per la collaborazione tra scienza e fede.
L’aspetto principale del suo modo così “tipico” di intendere questo rapporto, era già presente nel libro Perché la metafisica è utile per la scienza e dannosa per la fede (Queriniana, 1980). Ricordo che, da giovane, ne scrissi una recensione per la rivista del seminario di Padova Studia Patavina proponendo una sostanziale critica.
Dario Antiseri era (e rimase) un popperiano. Ora, era proprio Karl Popper a sostenere che la scienza avesse bisogno della metafisica, mentre la fede dovesse guardarla con grande sospetto. La prima posizione poteva essere interpretata come una riabilitazione della metafisica dopo lo scientismo positivista da un lato e l’eccessivo convenzionalismo dall’altro. La scienza non era né puro fattualismo né relativismo convenzionale. Con questo non si trattava, però, nemmeno di una vera e propria riabilitazione, perché la metafisica era ridotta a fornire un quadro procedurale alla scienza, un paradigma, come sarebbe poi stato detto da un suo famoso seguace, ma solo la scienza continuava ad essere vera conoscenza, e non la metafisica.
Quanto alla seconda posizione – quella nei confronti della fede – [… articolop completo QUI]
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