IV Domenica del Tempo Ordinario ANNO A 25 GENNAIO 2026
Colore Liturgico Verde
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l’umiltà; forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore. «Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero». Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti» (Sofonia 2,3; 3,12-13).
Le profezie di Sofonia hanno per contesto probabile l’epoca che precede la riforma religiosa, attuata dal re Giosia nella seconda metà del settimo secolo a. C.
Il brano è un’esortazione ai profughi e agli smarriti di Gerusalemme, a cercare il Signore e a praticare la giustizia per trovare rifugio nel giudizio imminente. Il Signore promette che un «resto» di persone fedeli e pacifiche rimarrà in Israele, non commetterà iniquità e confiderà unicamente nel Suo nome, vivendo nella serenità e senza paura.
Il messaggio culmina nella speranza di una restaurazione in cui Dio stesso dimorerà in mezzo al suo popolo purificato, portando gioia e pace perché la vera salvezza non risiede nella ricchezza, o nel potere terreno, ma nell’umiltà e nella fiducia in Dio.
Il bassorilievo in marmo «Sofonia», raffigurante il profeta biblico, è opera di Pietro Lombardo e dei suoi assistenti (1495 – 1510), realizzato, come gli altri undici profeti, per la Cappella Badoer-Giustinian (o San Girolamo) nella chiesa di San Francesco della Vigna a Venezia. La scritta «SO PH» visibile accanto alla testa del profeta è l’abbreviazione di Sophonias. Su una fascia di marmo che si incurva intorno al suo busto, si legge l’iscrizione latina abbreviata («VISITABO QVI COMPLENT DO DE INIQVI») che si traduce: «in quel giorno punirò chiunque salta la soglia, chi riempie il palazzo del suo padrone di iniquità e di frodi» (Sofonia 1,9). Il testo è correlato alla soprastante scultura della «Cacciata dei Mercanti dal Tempio». Il profeta è rappresentato sotto un’arcata modellata a conchiglia, con folta barba e lunghi capelli, mentre, rivestito da un’ampia toga dal panneggio elegante, guarda verso l’alto. Alla base del rilievo, è scolpita la testa alata di un angelo cherubino e in alto, la foglia d’edera simboleggia la fedeltà di Sofonia alla parola divina.
Con la poesia «Dio», lo scrittore austriaco d’origine boema Rainer Maria Rilke, esorta a vivere intensamente perché Dio s’incontra nell’esperienza e nella consapevolezza di sé:
«Non attender che Dio su te discenda/ e che ti dica: Sono./ Senso alcuno non ha quel Dio che afferma/ L’onnipotenza sua./ Sentilo tu, nel soffio ond’ei ti ha colmo/ da che respiri e sei./ Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,/ è Lui che in te si esprime».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
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