“La tua luce sorgerà come l’aurora”

Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, Parigi, Musée Marmottan Monet

Vangelo

Voi siete la luce del mondo.


«Così dice il Signore: “Non consiste forse [il digiuno che voglio] nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: ‘Eccomi!’. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio”» (Isaia 58,7-10).

Il testo profetico sottolinea che il vero digiuno non sta nella mortificazione esteriore, ma in concrete opere di giustizia sociale e carità verso il prossimo. La promessa divina è che, attraverso la condivisione del pane, l’accogliere i poveri e l’agire con giustizia, la luce e la guarigione di Dio si manifesteranno nella vita di chi le compie. Dio infatti respinge il culto formale se non è accompagnato dall’amore fraterno. Quando si rimuove l’oppressione, allora la luce personale brillerà come l’aurora e la guarigione arriverà rapidamente. Se si apre il cuore all’affamato e si toglie di mezzo l’egoismo, la tenebra diventa «come il meriggio». Questa condotta trasforma la vita, portando gioia duratura che proviene dalla sintonia con gli insegnamenti divini.

L’opera «Impressione, levar del sole» di Claude Monet che ha dato il nome all’Impressionismo (1872), è ora conservata al Musée Marmottan Monet di Parigi. Il dipinto ad olio su tela, cattura l’atmosfera creata dal momento in cui la luce del sole si fa strada attraversando la nebbia che avvolge il porto di Le Havre dove, in primo piano, alcune persone muovono due piccole barche a remi e, sullo sfondo, si intravedono le sagome di grandi navi a vela e le ciminiere fumanti di piroscafi industriali. L’artista costruisce la scena con pennellate libere, brevi e rapide, evidenziando la forza del sole nascente che brilla arancione nel cielo e si riflette guizzando sull’acqua.

«Giorno per giorno» di Giuseppe Ungaretti

Ecco la parte conclusiva del poema «Giorno per giorno» (1946) dedicato da Giuseppe Ungaretti alla memoria del figlio Antonietto, scomparso a soli nove anni per un’appendice mal curata.

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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