Don Bosco ma che ne sai tu dei giovani…..

Caro San Giovanni Bosco, trascinatore dei giovani ma fedelissimo al Vangelo e alla Chiesa……sai che ti dico? Che forse sei stato un illuso, la vittima di un inganno, perché essendo diventato prete non hai potuto piú annunciare il Vangelo, e non hai potuto piú esprimere la tua umanitá.

E poi indossavi quella tonaca cosí divisiva, che creava distanza con i giovani.

E infatti si vede: li hai allontanati proprio tutti. Del resto Gesú non ha mai diviso nessuno. Infatti é morto addormentandosi, mica l’hanno ucciso.

Quanto bene, caro Giovanni, avresti fatto se ti fossi vestito come i ragazzi che seguivi, se avessi capito in che direzione andava il mondo, se avessi predicato la mondanità, testimoniato il successo, la distanza dalla dottrina della Chiesa: tutte cose spirituali e sante.

Questo sí che é Vangelo, bro!

I saggi siamo noi, Giovanni. Noi abbiamo capito tutto, tu no. Noi abbiamo trovato la chiave di accesso per entrare nel loro cuore: divertimento!

Noi siamo il futuro della Chiesa.

Tu invece non sei ricordato e invocato da nessuno, perché non hai seminato nulla, se non devozioncine per essere liberati dalla peste dell’800. Quella di Torino eh…non quella di Milano… raccontata dai Promessi Sposi, che parlavano ancora di peccato. Cose superate.

Noi ci dobbiamo aprire, dobbiamo adeguarci, dobbiamo essere liberi.

Altro che Confessione, Messa, Rosario.Ma chi ti ha messo in testa queste cose?

Devi sapere, caro Gió (ti chiamo cosí perché siamo nel 2026 e a noi piace la fluidità anche del nome), che oggi é tutto cambiato e abbiamo capito una cosa importantissima:abbiamo capito che Dio é oltre la religione e che la fede la dobbiamo esercitare a modo nostro, con ció che sentiamo e non con ció che dice la Chiesa.

Devi sapere che lo Spirito Santo si é sbagliato per 2000 anni, e da un pó di tempo a questa parte lo abbiamo corretto, perché esagerava parecchio.

Infatti ha promesso di parlare attraverso la Scrittura, la Tradizione e il Magistero, ma poi si é svegliato dal sonno e ha capito. Perché mica Dio é infallibile.

Grazie a Dio, (o grazie all’io) peró ci siamo svegliati noi, cosí necessari, cosí indispensabili, che senza di noi, Dio non esisterebbe, perché Lui é la nostra creatura, il prodotto della nostra mente.

Come diceva quel filosofo lá…Cogito EGO sum..Una cosa del genere. Roba grossa.

Vedi Gió, il fatto é che noi abbiamo persone vere da incontrare, persone che si possono toccare e abbracciare guardando uno schermo virtuale e che ci fanno toccare il cielo con un “dito”, quello del successo.

Mica come facevi tu, criticato e deriso. Poveretto.

Scusa l’ironia, Gió, ma te la sei proprio meritata. Adesso pregheremo per te perché dal nostro paradiso di santitá che viviamo in terra possiamo aiutare te che sei sicuramente triste nel cielo con i tuoi ragazzi.

La vera vita sta nei nostri tik tok, amico mio.Cosí Gesú risponde al giovane ricco: “se vuoi entrare nella vita osserva l’algoritmo”, mica gli ha detto: “osserva i comandamenti”.

Quelle sono regole rigide di persone squilibrate e sicuramente fuori dal mondo.

Noi invece che nel mondo ci siamo e siamo anche del mondo (proprio come voleva il Signore: “che siano nel mondo ma non siano del mondo”) ecco… noi siamo felici.

Cosí felici da doverlo gridare per convincerci di esserlo, per essere sicuri di aver fatto la “scelta” piú umana.

É così, Gió, rassegnati. Non esisteranno piú umani come noi.

P.s. non vi é nessun attacco frontale alla persona o alla vita di don Alberto Ravagnani, ma un disaccordo rispetto al suo pensiero manifestato nelle dichiarazioni e nelle interviste rilasciate negli ultimi giorni. Preghiamo per lui e gli auguriamo ogni bene nel Signore.

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Author: Fra Andrea Palmentura OCD

Fra Andrea Palmentura, religioso Carmelitano Scalzo, è nato a Bari nel 1994 conseguendo il grado accademico del Baccalaureato presso la Facoltà Teologica di Santa Fara in Bari nel 2017 con una tesi sul Sacrificio di Cristo nell’Eucaristia. Ha conseguito la Licenza di specializzazione a Roma presso la Pontificia Facoltà del Teresianum in Teologia Spirituale con una tesi sullo Spirito Santo come guida all’unione con Dio secondo San Giovanni della Croce. Attualmente, è Dottorando in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Da Febbraio 2026 collabora nella rubrica "Cantiere Giovani" de L'Osservatore Romano, giornale principale della Santa Sede. É molto attivo nell'evangelizzazione digitale, specialmente su Facebook, dove scrive le proprie riflessioni. É chiamato frequentemente a predicare catechesi, incontri e testimonianze, sia verso adulti che verso giovani. Appartiene alla Semi Provincia dei Carmelitani Scalzi di Napoli.