La stampa laica non ha notato il Discorso di Papa Leone alla Rota Romana del 26 Gennaio, mentre ha notato subito la posizione di Papa Prevost come appare nella biografia che ne ha scritto Matthew Bunson per la Mimep-Docete (Febbraio 2026). Eppure, proprio dal Discorso tenuto alla Rota Romana si potrà capire
su quasi ogni questione cosa il Papa possa e voglia pensare di ogni tema importante e cosa significhi per Papa Prevost affermare che ascolterà tutti, che la situazioni delle persone sono assai delicate. Egli afferma:
“Capisco bene che questo sia un tema controverso, e che alcune persone avanzeranno richieste come: ‘Vogliamo il riconoscimento del matrimonio gay’, o ‘vogliamo il riconoscimento delle persone trans’, affinché siano ufficialmente accolti e approvati dalla Chiesa. Gli individui saranno accolti e ricevuti – precisa – qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo, con ogni genere di difficoltà, di situazioni di vita e di scelte compiute”.
Ma solo i criteri enunciati in quel discorso faranno capire e guideranno i
ministri della Chiesa nel modo di accogliere ‘chiunque’.
Nel mio articolo del 31 Gennaio c.a., «Veritatem facientes in caritate» (Eph 4,15). Il Santo Padre alla Rota Romana sul rapporto tra Verità, Carità e pastorale, illustravo diversi significativi passaggi del Discorso del Santo Padre alla Rota Romana del 26 Gennaio u.s., tutti legati all’imprescindibile relazione tra Verità e Giustizia, tra Carità, misericordia e Pace, sottolineando il fine dei procedimenti processuali, che tutti devono avere per fine la Salus animarum.
Il discorso risplende per grande equilibrio perché, mentre da un lato non si può misconoscere il valore della Verità nel processo
canonico, che va ben istruito sulla realtà dei fatti accertati, dall’altro si esorta a non presentare la verità in modo freddo ed indifferente alla situazione delicata dei soggetti che chiedono giustizia. Non solo il Santo Padre richiama questi principi imprescindibili, ma li situa e radica nelle Scritture e nel fine della Chiesa con chiarezza ed equilibrio con equidistanza ed equivicinanza, potremmo dire.
Verità e in carnazione
Nel video che propongo oggi, commento il Documento passo passo, entrando ancor più in profondità nel testo che a lungo resterà il riferimento per comprendere non solo come condurre le azioni giudiziali, ma anche pastorali come, ciò sarà fondamentale, l’approfondimenmto delle discipline teologiche e morali. È come se il Santo Padre avesse individuato quella chiavina d’oro che aiuta a superare quel relativismo non solo affermando e dimostrando il valore della Verità, ma facendone emergere la necessità proprio dalla vita delle persone situate nel quotidiano.
Questo criterio di ‘incarnazione’ lega veramente il Cielo alla terra e la terra al Cielo.
Si tenga conto che l’equilibrio nel condurre i procedimenti in tutte le loro fasi, evitando relativismo e rigorismo come un’eccessiva lunghezza dei procedimenti, che solo sfibrerebbe quanti richiedono giustizia, pone al riparo dall’eccessiva velocità e pastoralità che non potrebbe salvaguardare il fedele da um processo che si ridurrebbe a mera ottemperanza giuridica, quasi ultimo pedaggio prima di poter essere liberi di seguire la propria volontà soggettiva.
Trattando il tema, cerco anche di lumeggiare quei passaggi che possono e dovrebbero ispirare, per alcuni versi, anche il diritto ed i procedimenti processuali nella società civile, essendo la Chiesa Madre e Maestra nella Verità e nella Giustizia.
Questo mio modesto commento, ovviamente non specialistico, da fedele attento e desideroso di capire e vivere lo spirito cristiano, vorrebbe contribuire a far conoscere ed apprezzare il breve ma fondamentalev Discorso del Santo Padre, Discorso che ci accompagnerà ad una nuova primavera della Chiesa.
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