Sui passi di Saulo: la storia di Khalil

Di seguito riporto, nella mia traduzione, la storia dell’ex musulmano Khalil, affine per molti versi alla vicenda evangelica di Saulo di Tarso, tratta dal sito della serie More than dreams, che presenta cinque testimonianze di conversioni dalla fede islamica a quella cristiana per intervento diretto della grazia divina (si veda l’articolo Musulmani convertiti direttamente da Gesù Cristo).

Khalil iniziò a memorizzare il Corano in tenera età e sviluppò quello che definiva «amore per la parola di Dio». Crescendo, le sue opinioni si radicalizzarono e aderì a un gruppo islamico. Si impegnò in azione terroristiche volte a rovesciare il governo egiziano e per un certo periodo si sottopose ad addestramento militare in una remota zona desertica dello Yemen.

L’emiro del gruppo, tuttavia, giunse alla conclusione che l’opzione militare non era conveniente per raggiungere i loro obiettivi contro i missionari cristiani. Propose quindi un approccio intellettuale. Assegnò a Khalil il compito di scrivere un libro che screditasse il cristianesimo, smascherando la Bibbia come testo corrotto e rivelando i passaggi della Sacra Scrittura che predicevano il profeta Maometto. Khalil era disgustato dall’idea di dover studiare la Bibbia, come requisito essenziale della ricerca, ma alla fine accettò l’incarico su insistenza dell’emiro.

Quando ebbe finito di leggere la Bibbia e di confrontarla con numerosi testi del Corano (oltre che con i commentari sul Corano), Khalil scoprì che il testo sacro dei cristiani non era né impreciso né corrotto. Inoltre, non trovò alcuna menzione del profeta Maometto e scoprì che lo stesso Corano riconosce che Isa (Gesù), il Messia, è Dio.

I crescenti dubbi resero la vita di Khalil miserabile. Aveva sempre amato l’Islam e aveva sempre creduto che l’unica via per arrivare a Dio fosse attraverso il profeta Maometto.

Ma ora si chiedeva: se Gesù e Dio sono una cosa sola, allora chi è il profeta Maometto e qual è la via per il paradiso? Khalil iniziò a mettere per iscritto i suoi pensieri. Sapeva che le sue conclusioni non erano quelle che l’emiro avrebbe voluto sentire, ma la sua sincera ricerca non offriva alternative.

Un giorno, l’emiro si recò a trovare Khalil a casa sua e scoprì il manoscritto, che Khalil aveva intitolato “Il Corano è la parola di Dio?”. L’emiro rimase scioccato dalla premessa di Khalil e soprattutto dalle sue conclusioni su Gesù. Minacciò di ucciderlo se avesse mai condiviso le sue idee eretiche con un altro musulmano. Per quanto riguardava l’emiro, Khalil era diventato un kafir (infedele).

Khalil, tuttavia, non poteva negare la sua crescente convinzione che il cristianesimo fosse la via verso Dio. Cominciò a cercare con cautela conoscenti cristiani sul lavoro, sperando di saperne di più sulla loro fede. Un giorno, mentre telefonava a uno di questi amici da un bar, gli rubarono la valigetta. La borsa conteneva il suo manoscritto, la Bibbia e la carta d’identità. Khalil corse a casa, turbato e tormentato. Da solo nella sua stanza, si pentì di aver osato pensare che il profeta Maometto non fosse stato mandato da Dio e che il Corano non fosse la Parola di Dio. Si inginocchiò sul suo tappeto da preghiera solo per scoprire che non riusciva a recitare le sue preghiere né a pronunciare una sola parola del Corano. Invece, pregò con parole sue, dal cuore, chiedendo a Dio di mostrargli la verità.

Quella notte, Khalil cadde in un sonno profondo.

In sogno, un uomo gli apparve e gli disse che era lui la persona che Khalil stava cercando. Gli disse anche di leggere il Libro (la Bibbia). Khalil rispose che amava il Libro, ma che lo aveva perso, al che l’uomo replicò: «Il Libro non può essere perso. Alzati e apri il tuo armadio. Lo troverai lì».

Khalil si svegliò dal sogno, si alzò dal letto e aprì l’armadio. La sua Bibbia era lì, su uno scaffale. Khalil corse nella stanza di sua madre, la svegliò e la pregò di perdonarlo per gli anni di maltrattamenti. Quando il sole sorse quella mattina, uscì di casa e salutò amici e sconosciuti. Cercò i proprietari cristiani delle attività commerciali che aveva derubato o maltrattato e implorò anche il loro perdono.

Nei mesi successivi, Khalil crebbe nella fede, conquistando gradualmente la fiducia dei cristiani locali e trovando comunione in una chiesa dove ricevette il battesimo.

Ha sfidato la persecuzione, ma è convinto che nessun prezzo sia troppo alto da pagare per la gioia di servire Colui che ha dato tutto per lui.

Al link https://morethandreams.org/the-dreams/the-story-of-khalil/ è possibile vedere e scaricare il film in alta definizione che documenta questa straordinaria vicenda.

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Author: Wanda Massa

Wanda Massa, nata a Milano, vive in provincia di Monza. Laureata in Scienze dell’Informazione, ha lavorato per oltre vent’anni in società di consulenza informatica.  È impegnata in realtà prolife, in particolare l'associazione Ora et Labora in difesa della Vita. Collabora saltuariamente con il blog di Sabino Paciolla e con il foglio La Domenica della Società San Paolo. Con un piccolo gruppo di amici ha ideato la Rete nazionale Patris Corde e amministra la chat telegram omonima. È tra i fondatori dell'associazione Luces Veritatis che ha l'obiettivo di riportare Cristo al centro della società attraverso la creazione di una rete di comunità ispirate alla regola benedettina e alla dottrina sociale della Chiesa.