Quell’abbraccio profetico che dice tutto

Negli ultimi giorni stanno girando le foto del Papa che ha accolto la richiesta di alcuni giovani di poterlo abbracciare.

E cosí é avvenuto. Ma quell’abbraccio sta emozionando tante persone ed é comprensibile, non solo perché coinvolge il Papa, ma perché dice qualcosa di profondissimo: il nostro bisogno della presenza degli altri ma allo stesso tempo il desiderio di essere presenza per gli altri.

Possiamo solo immaginare cosa, il coraggioso Matteo Maio, abbia visto davanti a sé: un padre, una speranza, un faro di luce bianca in mezzo alle tenebre.

E ha voluto farsi lui custode della luce, custode umano di chi a sua volta ha il compito di custodirci nella fede.

É riuscito a vedere la fragilità di un uomo, lí dove a volte noi vediamo soltanto l’autorità (sacrosanta, certo) dimenticandoci peró della sua umanità.

Matteo ha avuto uno sguardo profondo, sveglio, pronto: lo sguardo del figlio che rovescia i pronostici e si accorge che anche il padre ha bisogno di sentirsi amato.

É la paternità dei figli.

É il modo misterioso e vero in cui noi rigeneriamo chi ci ha generato. Perché quel ragazzo non ha solo ricevuto l’abbraccio del Papa: glielo ha donato.

Non era un bisogno da soddisfare ma un desiderio di incontrare un bisogno dell’altro, letto dall’ottico dei figli.

Sí, perché anche i pastori hanno bisogno di noi.

Nessun like, nessuno schermo, nessuna moda potrà mai sostituire la tenera carne del prossimo, segno e simbolo della tenerissima carne di Gesù Cristo, che della Presenza reale ha fatto addirittura un sacramento, l’Eucaristia.

Non possiamo chiuderci in noi stessi.

Gli altri sono la mia soglia per varcare il Vangelo e hanno il compito di ricordarmi il mio limite, perché mentre io li abbraccio, “impatto” davanti a qualcuno che mi ferma perché mi abbraccia, e mentre lo fa mi ricorda che sono uomo anch’io, come tutti.

Perché solo l’amore produce conoscenza, e mentre ci rialza, ci fa scoprire che esistiamo per davvero.

A volte basta un attimo. Giusto il tempo di un abbraccio.

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Author: Fra Andrea Palmentura OCD

Fra Andrea Palmentura, religioso Carmelitano Scalzo, è nato a Bari nel 1994 conseguendo il grado accademico del Baccalaureato presso la Facoltà Teologica di Santa Fara in Bari nel 2017 con una tesi sul Sacrificio di Cristo nell’Eucaristia. Ha conseguito la Licenza di specializzazione a Roma presso la Pontificia Facoltà del Teresianum in Teologia Spirituale con una tesi sullo Spirito Santo come guida all’unione con Dio secondo San Giovanni della Croce. Attualmente, è Dottorando in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Da Febbraio 2026 collabora nella rubrica "Cantiere Giovani" de L'Osservatore Romano, giornale principale della Santa Sede. É molto attivo nell'evangelizzazione digitale, specialmente su Facebook, dove scrive le proprie riflessioni. É chiamato frequentemente a predicare catechesi, incontri e testimonianze, sia verso adulti che verso giovani. Appartiene alla Semi Provincia dei Carmelitani Scalzi di Napoli.

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