Dell’omelia di Papa Leone nella messa di oggi ripropongo la parte centrale, imperniata sulla parola VOLTO (con miei maiuscoli):
[…] Celebriamo il mistero della Divina Maternità di Maria, che con il suo “sì” ha contribuito a dare alla Fonte di ogni misericordia e benevolenza un VOLTO UMANO: il VOLTO DI GESÙ, attraverso i cui occhi di BAMBINO, poi
di GIOVANE e di UOMO l’amore del Padre ci raggiunge e ci trasforma.
Allora, all’inizio dell’anno, mentre ci mettiamo in cammino verso i giorni nuovi e unici che ci attendono, chiediamo al Signore di sentire in ogni momento, attorno a noi e su di noi, il calore del suo abbraccio paterno e la luce del suo sguardo benedicente, per comprendere sempre meglio e avere costantemente presente chi siamo e verso quale destino meraviglioso procediamo (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 41). Al tempo stesso, però, anche noi diamogli gloria, con la preghiera, con la santità della vita e facendoci gli uni per gli altri specchio della sua bontà.
Sant’Agostino insegnava che IN MARIA «IL CREATORE DELL’UOMO È DIVENTATO UOMO: PERCHÉ, PUR ESSENDO L’ORDINATORE DELLE STELLE, POTESSE SUCCHIARE DA UN SENO DI DONNA; PUR ESSENDO IL PANE (CFR GV 6,35), POTESSE AVER FAME (cfr Mt 4,2); […] per liberare noi anche se eravamo indegni» (Sermo 191, 1.1). Ricordava, così, uno dei tratti fondamentali del VOLTO di Dio: quello della totale gratuità del suo amore, per cui si presenta a noi – come ho voluto sottolineare nel Messaggio di questa Giornata Mondiale della Pace – “DISARMATO E DISARMANTE”, NUDO, INDIFESO COME UN NEONATO NELLA CULLA. E questo per insegnarci che IL MONDO NON SI SALVA AFFILANDO LE SPADE, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura.
QUESTO È IL VOLTO DI DIO CHE MARIA HA LASCIATO SI FORMASSE E CRESCESSE NEL SUO GREMBO, CAMBIANDOLE COMPLETAMENTE LA VITA. È IL VOLTO CHE HA ANNUNCIATO ATTRAVERSO LA LUCE GIOIOSA E FRAGILE DEI SUOI OCCHI DI MAMMA IN ATTESA; IL VOLTO DI CUI HA CONTEMPLATO GIORNO PER GIORNO LA BELLEZZA, MENTRE GESÙ CRESCEVA, BAMBINO, RAGAZZO E GIOVANE, NELLA SUA CASA; E CHE POI HA SEGUITO, COL SUO CUORE DI DISCEPOLA UMILE, MENTRE PERCORREVA I SENTIERI DELLA SUA MISSIONE, FINO ALLA CROCE E ALLA RISURREZIONE. Per farlo, anche Lei ha abbassato ogni difesa, rinunciando ad aspettative, pretese e garanzie, come sanno fare le mamme, consacrando senza riserve la sua vita al Figlio che per grazia aveva ricevuto, perché a sua volta lo ridonasse al mondo.
Nella Maternità Divina di Maria vediamo così l’incontro di due immense realtà “disarmate”: quella di Dio che rinuncia ad ogni privilegio della sua divinità per nascere secondo la carne (cfr Fil 2,6-11) e quella della persona che con fiducia ne abbraccia totalmente il volere, rendendogli l’omaggio, in un atto perfetto d’amore, della sua potenza più grande: la libertà.
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