“La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto”

Icona ortodossa della «Santa Sapienza», o «Sophia»

Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose
e la notte era a metà del suo rapido corso,
la tua parola onnipotente, o Signore,
è scesa dai cieli, dal tuo trono regale. (Sap 18,14-15)


«La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: “Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: ‘Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti’. Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora”» (Siracide 24,1-4.12-16).

Il testo sapienziale è un meraviglioso inno alla gloria della Sapienza divina personificata. Essa, nel contesto di un’assemblea celeste popolata da schiere angeliche, dialoga col «Creatore dell’universo», «l’Altissimo», parlandogli a faccia a faccia, e si presenta esistente fin dal principio, generata da Dio stesso ed eternamente immortale.

Dio creatore ordina alla Sapienza di fissare «la tenda in Giacobbe», scendendo dalla celeste «assemblea dell’Altissimo» ad abitare l’«assemblea dei santi», a Gerusalemme, «città che Egli ama».
L’icona ortodossa della «Santa Sapienza» o «Sophia» raffigura la personificazione della saggezza divina, rappresentata come una creatura angelica, vestita di rosso fuoco, dotata di grandi ali,
seduta su un trono riccamente decorato e con i piedi appoggiati sul mondo. L’asse verticale si muove da Dio verso il creato, passando attraverso l’«Etimazia» (trono preparato per Cristo nel giorno del Giudizio), tra due gruppi di angeli adoranti e al Cristo benedicente, per giungere alla Sua prima Creatura, la «Sofia».

La composizione dell’icona russa, ispirata ai canoni della «Deesis» (letteralmente, intercessione, supplica), mostra in atteggiamento di intercessione, a sinistra, la Vergine Maria con il Bambino Gesù e, a destra, Giovanni Battista, il profeta.


Tarcisio Tironi
Direttore M.A.C.S.

Autore: Libertà e Persona

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