Pubblichiamo da VITA del 7 Gennaio 2026 Nell’era dell’intelligenza artificiale si salverà chi nutrirà il suo “capitale semantico” – Vita.it, di Elena Inversetti, su un contributo del filosofo Luciano Floridi.
Il noto filosofo riflette su una nuova categoria che definisce capitale semantico con il dichiarato intento di aiutarci a non lasciarci sopraffare dalla macchina,
in questo caso la pseudo “Intelligenza Artificiale” affinché si possa vivere accanto a lei utilizzandola.
Il capitale semantico è un concetto ed una realtà interessante essenzialmente sociologica più che filosofica, in cui la persona è ridotta a risultato della società, di quella società, impersonale, che è giunta a produrre questo genere di macchine, di reti, di cose che si aspira a che superino le stesse capacità umane. Allora, mi chiedo, è ancora possibile, per dominare la macchina, che è invece una espansione della stessa nuova umanità, che si concepisce come uomo macchina, considerare la “IA” e le reti come strumenti, quando i loro stessi ideatori, promotori e produttori ci spiegano che non siamo più davanti ad un semplice strumento, ma ad una realtà più grande, che determina pressoché tutte le nostre scelte da quelle commerciali, per le quali è stata ideata e prodotta, a quelle di vita? La multi-socio-medialità e la “IA” superano l’uomo e lo dominano in radice. Il capitale semantico, per quanto interessante, se non avesse smarrito l’anima, un tempo contesto della filosofia quale amore della sapienza, potrebbe avere un significato in questa lotta che è e sarà senza quartiere, ma assolutamente funzionale allo stesso sistema che determina addirittura le scelte degli stati e delle nazioni, dei popoli e delle persone. Il capitale semantico è e resta parte del problema, non una o la soluzione, a meno che la filosofia torni ad occuparsi dell’anima come ciò che supera il contingente, il divenire fisico che pretende essere qualità. Oppure, sul piano del contingente, siamo e resteremo sconfitti.
Per la Redazione, Marcello Giuliano
Nell’era dell’intelligenza artificiale si salverà chi nutrirà il suo “capitale semantico”
Tra le voci più autorevoli della filosofia contemporanea ha coniato una definizione che diventa la chiave per comprendere cosa rende l’umano insostituibile. Ascoltiamolo
La canzone che ascoltavi a ripetizione quando eri teenager, la lezione di geografia alle elementari durante la quale hai imparato che esiste il fiume Po, le differenze tra la metropolitana di Milano e quella di New York…
Insomma, la madeleine di Proust insieme alla tua cultura personale fanno tutte parte del capitale semantico. È questa la definizione che Luciano Floridi ha coniato e presentato all’ultima edizione di Orbits.
Luciano Floridi, tra le voci più autorevoli della filosofia contemporanea, insegna alla Yale University dove dirige il Digital Ethics Center, ed è professore ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione all’Università di Bologna. Non è nuovo a neologismi che hanno fatto breccia nel dibattito pubblico […]. Qui l’articolo intero Nell’era dell’intelligenza artificiale si salverà chi nutrirà il suo “capitale semantico” – Vita.it
