“Ecco il mio servo di cui mi compiaccio”

Profeta Isaia, 1904, Scheda biblica, Providence Lithograph Company
Liturgia in LIS …


«Così dice il Signore: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”» (Isaia 42,1-4.6-7).

Nel brano si descrive la vocazione di un personaggio chiamato «Servo di YHWH» di cui si parla anche in altre tre composizioni che da lui prendono il nome di «Carmi del Servo di YHWH», collocate nella seconda parte del libro di Isaia. Pur avendo tratti regali e messianici, questo misterioso «eletto di Dio» ha il compito di portare la giustizia e la salvezza alle nazioni con mitezza e compassione.

Isaia si avvale di due simboli: la canna incrinata, che non è eliminata, ma riaggiustata e riutilizzata; lo stoppino crepitante perché senz’olio, che non viene spento, ma di nuovo è alimentato affinché ritorni a splendere.

L’immagine «Profeta Isaia» è tratta da una scheda biblica pubblicata nel 1904 dalla Providence Lithograph Company, storica azienda americana di litografia, fondata nel 1868 a Providence, capitale dello stato del Rhode Island, specializzata principalmente nella produzione di materiali didattici religiosi per le scuole domenicali protestanti.

L’illustrazione mostra un anziano con una lunga barba bianca che, sopra una tunica azzurra, indossa vesti nelle tonalità dell’arancione e del rosso scuro. In un ambiente dove cresce una vegetazione bassa, caratteristica di un paesaggio arido, il profeta è raffigurato in piedi, con lo sguardo rivolto al cielo e la mano sinistra alzata, a conferma che proprio dall’alto hanno origine le sue parole, come frequentemente egli annota nel suo libro: «Così dice il Signore…».
Nel dramma «La Passione», scritto in versi su richiesta di Papa Giovanni Paolo II per accompagnare le meditazioni della Via Crucis al Colosseo del Venerdì Santo del 1999, il poeta Mario Luzi descrive un Gesù-Servo che incarna perfettamente la mitezza descritta da Isaia:

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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