
Una start up cinese promette d’essere pronta a mettere sul mercato un umanoide capace di portare avanti una gestazione fino al parto. Molti dubbi e qualche considerazione necessaria da fare.
Fino a ieri ci aveva abituati a robot umanoidi che ballano (goffamente), improvvisano partite di calcio (non proprio spettacolari), partecipano a eventi culturali, fanno i camerieri o i “guerrieri”, mimano insomma i comportamenti umani.
Proponiamo ai lettori di Libertà e Persona un articolo di Assuntina Morresi pubblicato da Avvenire 24 Agosto 2025 con video …
LA CINA E LA RIVOLUZIONE DELLE MOGLI ROBOT
Ma la Cina sembra volere esplorare un altro (inquietante) orizzonte: quello della “moglie robot”, un robot “capace di portare a termine una gravidanza”. La “rivoluzione” – come si è affrettata a presentarla il suo ideatore – arriva dalla startup Kaiwa Technology, con sede a Guangzhou, che si è detta pronta a sfornare un robot umanoide dotato di un utero artificiale che – sempre secondo quanto afferma l’azienda – sarebbe in grado di replicare il processo gestazionale umano, dal concepimento al parto. «Alcune persone – ha spiegato Zhang Qifeng, il fondatore di Kaiwa – non vogliono sposarsi, ma desiderano comunque una “moglie”; altre non vogliono rimanere incinte, ma desiderano comunque un figlio. Quindi una delle funzioni della nostra “moglie robot” è quella di poter portare avanti una gravidanza».

