MARIA E LA PRESENZA EUCARISTICA

La presenza di Maria è soprannaturale, anzitutto nell’accezione eucaristica. Tra Maria e l’Eucaristia c’è un profondo legame. Il Cardinale Schuster riprendendo il Vescovo Abercio di Gerapoli afferma: vanno congiunti due amori: l’Eucaristia e Maria, in essa, l’Eucaristia la madre del Signore riconosce che in noi è presente qualche cosa che è sua e che le appartiene: Cristo Gesù.

Storia di alcuni elementi eucaristico-mariani

Maria ha avuto un ruolo particolare nella prima comunità cristiana tra gli Apostoli. Nel primo periodo cristiano i Padri Apostolici parlano poco del culto mariano, per evitare di confondere la Vergine Santissima con il culto che alcuni popoli pagani rivolgevano verso le divinità femminili; si pensi alla Dea Cibele venerata in Asia Minore, definita anche Grande Madre degli dei, Magna Mater deorum, dea dalla natura. Melitone di Sardi Vescovo apologeta nell’omelia sulla Pasqua redige:

Questi(Gesù) è colui che si incarnò da una Vergine, che fu appeso al legno, che fu sepolto nella terra, che risorse dai morti, che fu assunto nelle altezze dei cieli. Questi è l’Agnello senza voce. Questo è l’Agnello trucidato. Questi è colui che fu partorito da Maria, la buona agnella. Questi è colui che di sera fu immolato che dai morti è risuscitato e ha sollevato l’uomo.

In tale pericope si trovano due elementi eucaristico – mariani: l’Incarnazione del Verbo e Maria come “agnella” quindi come coLei che genera l’Agnello pasquale. Il Natale va infatti pensato nell’ottica Kerygmatico pasquale. Accanto all’ Agnello immolato, vi è sempre, in forma subordinata, Maria che intercede per i molti.

La questione della casta Vergine

Redige Abercio:

La fede mi guidava in ogni luogo e dovunque mi imbandì come alimento il pesce di fonte, grandissimo, grandissimo, puro, che la casta Vergine ha pescato, e lo distribuiva agli amici perché si nutrano sempre, avendo un vino gradevole e lo dà misto con il pane.

Il testo fa riferimento all’Eucaristia dal momento che il pesce (ichtys) secondo la simbologia cristiana primitiva è l’acrostico per definire Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Cristo è nato da una Vergine casta(parthinos agnè). Abercio nell’epitaffio sottolinea in successione, la purezza che è nella persona di Maria che ha dato forma alla carne e al sangue del Figlio; non a caso i Padri affermano che nel seno di Maria Gesù è diventato sacerdote prendendo il corpo che sarebbe stato offerto sulla croce, come nel Tempio e su ogni altare. Maria è così sorgente del sacerdozio di Cristo perché lo genera.

Maria garante dogmatica dottrinale della reale presenza di Cristo nell’Eucaristia

Io, Berengario, credo con il cuore e confesso con la bocca che il pane e il vino che sono posti sull’altare, in virtù del mistero della santa preghiera e delle parole del nostro Redentore sono trasformate sostanzialmente nella vera e propria e vivificante carne e sangue del nostro Signore Gesù Cristo e che dopo la consacrazione sono il vero corpo di Cristo, che nacque dalla Vergine e che per la salvezza del mondo fu appeso alla croce.

La Vergine Maria viene posta in relazione al Corpo di Cristo nell’interpretazione dell’incarnazione. Maria esercita quindi il suo influsso sull’Eucaristia in tre modi:

  1. Dona al Signore lo stesso corpo che noi riceviamo nell’Eucaristia ogni volta che ci comunichiamo.
  2. Offre la grazia di ricevere l’Eucaristia. La grazia sta a significare la propensione al riconoscersi peccatori e quindi a riconciliarsi, prima di alimentarsi con il pane immortale.
  3. Fornisce tutte le condizioni per ricevere in modo degno l’Eucaristia.

Maria presente all’atto dell’istituzione Eucaristica

Vi sono dati biblici che constatano la presenza di Maria durante l’Ultima Cena. Il primo dato biblico lo si ritrova in Gv. 19, 27 ove l’autore esordisce così:  Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. Il secondo dato riguarda la questione cultuale ebraica. Nella tradizione ebraica era dovere della donna accendere i lumi della cena pasquale e quindi fu Maria a compiere tale atto nell’Ultima Cena. La tradizione patristico liturgica orientale, riconosce ed afferma che Maria è presente nell’Ultima Cena e le candele da Lei accese, sono il simbolo della luce che il Messia per azione pneumatologica emana. Tra la Vergine Santissima e l’Eucaristia vi è così continuità sacramentale. Papa Benedetto XVI ricorda che nella Liturgia Eucaristica ogni volta che ci accostiamo al Corpo e al Sangue di Cristo ci rivolgiamo anche a Lei che aderendovi pienamente, ha accolto per tutta la Chiesa il sacrificio di Cristo.

L’Annunciazione prima forma di Comunione Eucaristica

La prima Comunione Eucaristica l’ha vissuta Maria con il suo sì, dacché il Verbo, per Maria, ed in forza dello Spirto, assunse la natura umana, agendo in Maria lo stesso Spirito. Sempre all’atto dell’Annunciazione si ebbe la prima processione Eucaristica in quanto Lei è divenuta il primo Tabernacolo della storia, che sprigiona sentimenti di carità e di amore. Cosa si intende per processione Eucaristica? In suddetto frangente la processione Eucaristica è l’adorazione. Adorare il Santissimo Sacramento significa porsi dinnanzi al trascendente, come fece Maria, e proferire la frase del profeta Samuele: “parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. L’adorazione Eucaristica è proskynesis, quindi atto di subordinazione. All’adorante accade quanto esprime il libro dell’Esodo cap. 34, 29 – 30.

Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore. Aronne e tutti i figli d’Israele guardarono Mosè, e videro che la pelle del suo viso era tutta raggiante. Perciò ebbero paura di avvicinarsi a lui

Il Calvario è lo Stabat Eucaristico

Stabat: dal latino stare. Giovanni redige che Maria stava sotto la croce. Si dovrebbe però scrivere stabant(cistekesan) perché oltre alla Vergine Maria vi erano sotto la croce Maria di Cleofa e Maria di Magdala. In relazione a Maria si scrive stabat in riferimento all’atteggiamento di offerta da parte della madre. La Vergine Maria dona il Figlio per la Redenzione. Tale atteggiamento perdura accanto all’altare ove Maria insieme alla Comunione dei Santi, di cui fa parte, assiste al sacrificio Eucaristico. Lo Stabat di Maria è il rimanere sotto la croce in modalità perenne e duratura. Ogni dì mentre si celebra il culto Eucaristico, si rinnova lo Stabat Mater di Maria. Lo Stabat Mater di Maria si evince che è Eucaristico dacché soffre lo strazio dell’Unigenito. Papa Benedetto XVI afferma:

Come Maria portò Gesù nel suo grembo e gli diede un corpo perché potesse entrare nel mondo, anche noi accogliamo Cristo nel Pane spezzato. E rendiamo il nostro corpo lo strumento dell’amore di Dio.

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Autore: Emanuele Sinese

Emanuele Sinese è nato a Napoli il 24 Novembre 1991 e da anni vive a Bergamo. Ha frequentato l’Istituto di Scienze Religiose in Bergamo, conseguendo nel 2017 la Laurea triennale con la tesi Il mistero eucaristico in San Pio da Pietrelcina. Nel 2019 ha ottenuto la Laurea magistrale con la tesi La celebrazione eucaristica secondo il rito di San Pio V.  È insegnante specialista di Religione. Da ottobre 2024 prosegue gli studi presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Attualmente è anche coordinatore per la didattica di un laboratorio territoriale di alcuni docenti di religione nella diocesi di Bergamo.