Madre Teresa trafficante di bambini. Una bufala più volte smentita che fa comodo.


È l’ultima follia mediatica, che rincorre il solito hobby di scagliarsi contro questo o quel santo, o contro una qualsiasi altra cosa abbia a che fare con la Chiesa Cattolica. È successo di recente con Carlo Acutis (per contrastare la sua canonizzazione), ancora prima è successo con la bufala delle sepolture di massa di bambini da parte di scuole cattoliche in Canada (costata a Trudeau quasi 217 milioni di dollari in indagini, concluse con un

nulla di fatto e nessuna fossa comune trovata, ma che provocò la rabbiosa devastazione di 112 chiese),

Fonte La Nuova Bussola on line

ed ora tocca a Madre Teresa (o meglio Santa Teresa di Calcutta) accusata di essere nientemeno che una trafficante di neonati e bambini piccoli, guadagnando fino a 100 milioni di dollari all’anno. La bufala circola già sui social, in particolare su X (ex Twitter) diffusa o ripresa da movimenti protestanti americani, ma ora tradotta e circolante anche in Italia. In questo caso però non ci servono indagini né è necessario spendere troppe parole per diversi motivi:

1) Tale accusa non è una novità: è vecchissima, e risale addirittura ai tempi in cui Madre Teresa era ancora viva, tanto da essere serenamente riportata anche nel noto e bellissimo film Madre Teresa del 2003, una pellicola biografica di ben 200 minuti del regista Fabrizio Costa, con una magnifica Olivia Hussey che interpreta la santa di Calcutta.

Dal fil del 2003 The Mather

Nel film, che consigliamo di rivedere, s’incontra un episodio in cui si affronta proprio la questione della “sparizione” di un bambino, cosa che conduce la santa in stato di accusa, vicenda che viene chiusa dalla confessione di una collaboratrice di Madre Teresa che per facilitare le lente e farraginose pratiche di adozione, si era servita dei documenti di identità di un bambino che nulla lunga attesa per ottenere il visto era nel frattempo morto.

2) Nella realtà quindi Madre Teresa dovette realmente affrontare queste indagini, ma ne uscì sempre a testa alta e non fu mai incriminata di nulla. Vero è invece che subì autentiche persecuzioni dai poteri locali sia per la sua popolarità crescente, in un contesto musulmano e indù, e sia per i vincoli burocratici e le procedure da assolvere in una India della prima metà del Novecento che non muoveva un dito per salvare dalla fame milioni di bambini di strada ma imponeva innumerevoli cavilli burocratici a chi li accoglieva e cercava di salvarli dalla morte certa ospitandoli in strutture spesso improvvisate da queste missionarie che con amore si prendevano cura dei piccoli ospiti fino al completamento delle adozioni.

3) Tutti coloro che negli anni sono riusciti a incontrare la santa di Calcutta possono testimoniare che Madre Teresa viveva nella povertà più estrema, rifiutando non solo ogni forma di lusso ma conducendo una vita di semplicità ed essenzialità. L’idea di arricchirsi era quanto di più lontano si potesse immaginare riguardo alla sua figura. E se riceveva offerte le devolveva per allargare la sua missione, fondare scuole, dormitori, lebbrosari, orfanotrofi.

4) Nell’India di quel tempo, chiunque poteva attraversare le baraccopoli rastrellando bambini di strada a piacimento. Pertanto non c’era alcun bisogno di andare da madre Teresa e pagarli a suon di denaro. Vero è invece che con la sua preziosa opera la santa di Calcutta sottrasse decine di migliaia di bambini al racket dei trafficanti, e forse anche per questo si cercò di ostacolarla e infangarla.

India – Fonte Avvenire

5) Infine, ricordiamoci che la santità è l’unica condizione umana che non può essere recitata o imitata. O sei realmente un santo o non riesci a farlo credere a nessuno. Se sei un trafficante di bambini non riuscirai mai col tuo sguardo o le tue parole a convertire le anime come faceva lei, a lasciare talmente incantate le persone da farle riflettere seriamente sulle loro scelte di vita, magari fino al punto di scegliere di abbandonare tutto e seguirti, così come successe a migliaia di giovani donne che incontrando Madre Teresa decisero di diventare le MISSIONARIE DELLA CARITÀ.

Autore: Stefano Biavaschi

Giornalista pubblicista, ha scritto per Corriere della Sera, Il Giorno, La Repubblica, Oggi, Avvenire, Domenica del Corriere, Il Timone, Radici Cristiane. Laureato in Lettere Moderne ed in Scienze Religiose, insegna nelle Scuole Superiori di Milano collaborando con la Cattedra di Teologia dell'Università Cattolica, nonché con emittenti televisive, come Rai e Mediaset. Da alcuni anni è conduttore a Radio Maria di trasmissioni a carattere culturale. Ha pubblicato libri in Italia e all'estero, tra cui il best seller Il Profeta del Vento, tradotto in diversi Paesi, e trattati di teologia, come: La Vera Fede, Il Credo, Guida alla Preghiera, Le Antiche Fonti della Fede: Eusebio di Cesarea e la prima storia della chiesa. Ha operato nel campo della prevenzione e del disagio giovanile. Formatore di insegnanti e catechisti, ha anche contribuito alla formazione etica dei nuovi funzionari iracheni per conto di Transparency International Italia dopo il conflitto in Iraq.