Cari amici lettori di Libertà e Persona,
da tempo, nella Chiesa, sia italiana che universale, si riflette sulla condizione delle persone di orientamento sessuale diverso, in modo via via più ampio sollecitata da un dilagare ideologico e ampio per la gamma dei comportamenti nella società sempre più evidenti. Ciò accade in analogia al fatto che la Chiesa da sempre riflette e insegna circa i comportamenti delle persone eterosessuali. In entrambe i casi, scarseggia la riflessione a livello del popolo di Dio,
più formato dall’opinione di giornali, film, pubblicità, che sembrano tutto normalizzare e legittimare.
Occorre un esplicito riferimento previo al Vangelo, cioè, all’annuncio della Buona novella del Cristo che è venuto tra i peccatori non per giustificarne i comportamenti, qualunque essi siano, ma per portarli alla vita, liberandoli da ogni forma di visione distorta e di peccato.
Quale dovrà essere l’atteggiamento di Fede nel vivere la propria sessualità in conformità ed armonia con il cammino per il Regno dei Cieli?
Invece, nel modo di esprimersi, talvolta sembra porsi al centro l’uomo con le sue aspirazioni, o, meglio, i suoi desideri, come se fossero tutti legittimi e come se sempre prescindessero da una situazione di peccato, di natura decaduta. Come se l’uomo fosse buono in tutte le sue tendenze. Farebbero eccezione la sua tendenza all’omicidio e, ma ormai non più per alcuni, al suicidio.
La locandina, sopra riprodotta, viene qui commentata ed analizzata punto per punto.
Segue un articolo molto approfondito e fondato sull’annuncio del Vangelo, proprio per aiutare le persone, di qualunque tendenza sessuale possano essere, ricordando anche che la tendenza sessuale dell’uomo non è il primum. Il primum è l’essere creato ad immagine e somiglianza di Dio secondo il Suo progetto soprannaturale, dunque, sovra sessuale -mi si permette l’inusitata espressione.
| Testo Percorso formativo di tre incontri per conoscere e avvicinarsi al mondo LGBTQ+, per orientarsi nella complessità delle identità e per cogliere ed apprezzare le molte forme di essere se stessi. Gli incontri intendono stimolare una riflessione su quali possono essere le modalità relazionali e gli stili più efficaci per essere aperti alle diversità e accoglienti, affinché tutti, nel rispetto della dignità di ognuno, possano vivere la propria esistenza in un cammino di umanità e fede in Gesù. Mio commento al primo testo 1) conoscere e avvicinarsi al mondo LGBTQ+ giusto. In un mondo di idee così frastagliato, nel quale anche le persone di diverso orientamento sono immerse, proprio per accoglierle, occorre conoscere e conoscerle. 2) complessità delle identità. Le situazioni sono complesse, sì, ma attenzione al possibile equivoco che gli uditorî invitati, sacerdoti, cet, parrocchie, scuole, non possono permettersi se vogliono annunciare la Buona Novella. Complesse sono le situazioni, non le identità. Identità qui va compresa non in senso psicologico, ma antropologico, il che è un po’ diverso, comprendendo che l’uomo ha una sua natura secondo la quale correttamente vivere secondo ragione ed in senso cristiano. In senso psicologico, a seconda delle correnti di pensiero cui ci si ispirasse, l’identità potrebbe essere oggettiva – ma quanti orientamenti psicologici lo credono?- o soggettiva, la maggioranza. Spesso, la psicologia divulgativa, che è quella che hanno in mente le persone comuni, si ferma ai vissuti e il riscontro con la realtà si ferma al confronto con l’ambiente circostante, senza un riferimento alla natura umana ed alla fede. Quindi, qui le identità rischiano di essere quelle percepite a seconda dei propri vissuti. 3) apprezzare le molte forme di essere se stessi. Ma come? Dio li creò maschio e femmina e vide che era cosa molto buona, addirittura, non solo buona, come per le altre creature. Le montagne i mari, gli uccelli … sono buoni. L’uomo, maschio e femmina, è molto buono per Dio (cf Gn 1, 31). Che confronto v’è nella locandina con questo, che è il punto di partenza? Non v’è il minimo riferimento nella locandina, per un testo che, ripetiamo, non è rivolto a persone di orientamento sessuale diverso, con relative problematiche personali, ma alla comunità nelle sue componenti istituzionali diverse. La forma chiesta da Dio è una, ed è molto buona. La forma voluta da Dio va quindi annunciata innanzitutto a noi credenti e praticanti proprio in relazione a queste situazioni che richiederebbero luce sotto più aspetti, soggettivi, sociali, di stigma, ecc. 4) modalità relazionali e gli stili più efficaci per essere aperti alle diversità e accoglienti. Più che giusto essere aperti alle persone, o alle diversità? Alle persone che risultano essere diverse per orientamento, ma uguali per dignità, data e riconosciuta da Dio, ma a volte non da loro stessi. Accogliere la persona vuol dire accompagnarla a riconoscere in sé l’immagine e somiglianza anche attraverso la propria fatica legata al presunto orientamento, oggi sempre più indotto dall’esterno. 5) vivere la propria esistenza in un cammino di umanità e fede … Anche in rete, nonostante i movimenti ideologici pansessualisti e omosessuali organizzati dall’industria di chi vuole lucrare su queste sofferenze, aumentano le testimonianza di uomini e donne che tornano alla corretta sessualità secondo il disegno di Dio. Forse, dovremmo conoscere anche queste persone e questi ambienti discriminati proprio dal mondo LGBTQ. Forse, dovremmo conoscere le testimonianze di persone transessuali che scoprono di essere state ingannate e che desiderano tornare alla propria identità oggettiva, segnata dal corpo che è guida per conoscerci. Qui può nascere e svilupparsi un corretto cammino di fede nella verità della natura e della rivelazione. Testo 1° Incontro: OLTRE I PREGIUDIZI Parliamo delle parole (cenni su orientamento sessuale, identità di genere, coming out e outing) Stereotipi, pregiudizi, discriminazioni, omofobia: come mi pongo? – Valutare le personali convinzioni: smantellare l’omofobia appresa – Diritti e cittadinanza LGBTQ+ (in Italia, in Europa e nel mondo) – Cosa significa “agire in solidarietà” (modalità attiva) con ragazzi LGBTQ+? Mio commento al secondo testo Pregiudizi possono esistere, sostenuti da luoghi comuni. smantellare l’omofobia appresa – Diritti e cittadinanza LGBTQ+ Questo è il programma LGBTQ+, non il programma cristiano. Ma i cristiani avrebbero solo pregiudizi, -è vero, a volte li abbiamo, quando non pensiamo che queste persone siano nostri fratelli e li valutiamo in base al perbenismo-. Ma sarebbe “omofobia” disporci ad annunciare in modo che le persone possano sentirsi liberate e non oppresse, e che la vita secondo Gesù è un’altra?. Testo 2° Incontro: RIFLESSIONI E PROPOSTE OPERATIVE Presentazione del testo “Primi passi” – Riflessioni e proposte per una pastorale con le persone LGBTQ+ e le loro famiglie – Essere di supporto: strategie e comportamenti che promuovono l’accoglienza Mio commento al terzo testo Ovviamente, occorre un percorso e qui, addirittura, si offre un testo, che possa accompagnare, oppure, guidare il percorso. Ma come mai, anche in questo punto, non si esplicita l’esistenza dei testi fondamentali intorno ai quali interrogarsi? Mi riferisco ai documenti magisteriali ed al Catechismo della Chiesa Cattolica, testi imprescindibili. Oppure, anche questi testi sono vittima del pregiudizio da più parti nella Chiesa? … roba da altri tempi? 3° Incontro: UNA TESTIMONIANZA Ovviamente, non conosciamo la testimonianza che verrebbe offerta. UNA COLLABORAZIONE Collaborare sì. Studiando con quali premesse e obiettivi. |
Al fine di promuovere la riflessione di ciascuno nella Chiesa e, nelle proprie coscienze, proponiamo l’articolo Bergamo arcobalenita, percorso formativo diocesano per «apprezzare» il mondo gay, che analizza i riferimenti base per avere un punto di vista cristiano che accoglie nella verità.
Perché accogliere non basta, occorre sfamare. E diede loro da mangiare (cf Lc 9,12-17).
L’articolo presenta l’iniziativa come proposta per le scuole, ma, in realtà, come indicato nel titolo della locandina, essa è rivolta ai sacerdoti, alle cet, alle parrocchie e, solo in fine, alle scuole.
Naturalmente, qualcuno potrebbe dire che, essendo l’articolo pubblicato sul blog Messainlatino, si tratti di idee tradizionaliste. Non proprio. Si tratta di riflessioni direttamente fondate su Scrittura e Catechismo della Chiesa Cattolica.
“Bergamo arcobalenita, percorso formativo diocesano per «apprezzare» il mondo gay”
La Diocesi di Bergamo propone alle scuole un percorso per apprezzare il mondo arcobalenita.
Quando ci siamo trovati tra le mani la locandina recante – in bella mostra – il logo della Diocesi di Bergamo, abbiamo subito pensato che si trattasse dello scherzo (di pessimo gusto) di un amico buontempone che voleva testare la sua capacità di dilettarsi con qualche programma di fotocomposizione (seppur con immagini piuttosto kitsch). QUI il testo completo

