La “profezia” settimanale di Leone XIV

È clamoroso. Ci stiamo perdendo e lasciando sfuggire tante cose belle di Leone XIV. E dispiace.

Complici anche quei media distratti e freddi con lui, ancora vedovi dei titoloni altisonanti da mettere in bocca al Papa e ignari di tante altre cose.

Ad esempio, vi siete accorti del “suo” martedì?

Eh sí, parlo proprio del fatto che Leone si reca ogni settimana a Castel Gandolfo, cosa che fa discutere il popolino, sempre pronto a dire: “Francesco non faceva così” “Bello riposarsi eh…” “Vai a risolvere la guerra piuttosto”…etc…

A parte i paragoni impropri, perché ognuno è diverso, qui c’è un messaggio molto più profondo da afferrare (ne parlavo ieri con un mio caro amico).

Leone ci sta dicendo che il tempo ha un valore sacro e va vissuto in modo ordinato, e che prima di immergersi nel caos delle carte, delle decisioni, degli incontri, dei discorsi…bisogna riflettere, tacere, pregare e prendere cura di sé stessi, anche per essere più efficaci nel quotidiano.

Ed è strano che in una società come la nostra non si afferri questo messaggio.

Il Papa ha detto che in quel giorno ha bisogno di fare un po’ di sport, di nuoto, di riposo.


Non sta forse mostrando di essere umano come tutti? Non era quello che dicevate (giustamente) di Francesco: “è umano come noi”? Non siete felici?

Perché vi lamentate, voi che siete così attenti al corpo e alla salute? E tu, società che vivi i ritmi forsennati senza sosta, non stai leggendo il messaggio che ti sta arrivando tra le righe?

Il Papa sta dicendo, con i fatti, che l’uomo deve recuperare il valore del tempo libero, ha bisogno di fermarsi e ricordarsi che il tempo ha la dignità di un Cielo stellato, un Cielo da contemplare, un Cielo che poeti, mistici e cantautori contemplavano frugando tra le riserve delle parole per sfamare noi.

È alla scuola del Cielo che si sono formati i grandi santi e quindi i grandi uomini.

Quel Cielo, oggi, sembra che ce lo stiano rubando, perché ci costringono a riempire l’agenda, a guardare in basso con affanno, con la paura di fallire, quasi facendoci sentire in colpa per il fatto che ci sono dei momenti in cui “stiamo fermi”.

Lo vediamo nei bambini “impegnati” e sistemati ad hoc dalle paure infantili degli adulti.

E invece no, Leone XIV è chiarissimo: stare fermi è il primo “passo” per imparare a camminare, a fare, ad agire. Perché non è un immobilismo, ma un riceversi, un ascoltare Dio e un ascoltare noi stessi.

Perché non siamo fatti solo di anima e spirito, ma anche di corpo.

Si, chi non crede al valore della preghiera e del silenzio, non comprenderá mai la potenza e l’importanza di questo messaggio, ma pazienza.

È una fase di assestamento, per cui se prima lo slogan era diretto, ora Leone ci costringe a riflettere, a dare un senso più profondo ai gesti, a cercare la profondità nella semplicitá.

E qui emerge la superficialitá di un mondo senza Dio, non più allenato all’invisibile, tutto sofisticato e addestrato a “riempire il tempo” di routine e disabituato a vivere la bellezza di vivere e gustare il fragore del silenzio, come luogo in cui parla Dio.

Ne è un esempio il libro di una bellissima figura, San Lorenzo della Resurrezione, carmelitano: autore de “La pratica della Presenza di Dio”.
Leone ha invitato a leggere quel testo per capire la spiritualità e la mentalità che lo muove.

Lo faremo, Santità, ma sappia che cose come lo sport, il nuoto e la preghiera sono difficili da accettare e da capire per noi, perché sono troppo semplici.

Noi invece siamo sofisticati e amiamo gli algoritmi.
Parli in modo più difficile. Così capiremo tutti….senza aver capito nulla.

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Autore: Fra Andrea Palmentura OCD

Fra Andrea Palmentura, religioso Carmelitano Scalzo, è nato a Bari nel 1994 conseguendo il grado accademico del Baccalaureato presso la Facoltà Teologica di Santa Fara in Bari nel 2017 con una tesi sul Sacrificio di Cristo nell'Eucaristia. Ha conseguito la Licenza di specializzazione a Roma presso la Pontificia Facoltà del Teresianum in Teologia Spirituale con una tesi sullo Spirito Santo come guida all'unione con Dio secondo San Giovanni della Croce. Attualmente, è Dottorando in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Appartiene alla Semi Provincia dei Carmelitani Scalzi di Napoli.