Guerra in Ucraina e propaganda russofoba

Che il popolo ucraino ricordi le violenze subite in epoca sovietica, è normale e comprensibile. Che queste vengano continuamente usate, dai governi ucraini e dalla propaganda occidentale, per giustificare la guerra attuale, in nome di una sconcertante russofobia, no. Vediamo perchè:

1) la Russia di oggi non è l’URSS di ieri, e la stessa equazione russi uguale comunisti è falsa. Il comunismo è infatti una ideologia in parte importata (Marx non era russo); lo stesso Stalin era georgiano e non russo; Trosky, fondatore dell’armata rossa, era un ebreo ucraino, come vari altri, tra cui il celebre Kaganovič; avevano origini ucraine anche Chruščëv e Bréžnev, entrambi segretari del PCUS (dal 1953 al 1964 il primno, dal 1964 al 1982 il secondo). Presentare il comunismo e i suoi crimini come una sorta di male razziale russo, soltanto subito dagli ucraini, è dunque un imbroglio.

2) All’indomani dell’Indipendenza ucraina, gli ucrani scelsero come loro primo presidente Leonid Makarovyč Kravčuk, ex ideologo del partito comunista ucraino, velocissimo a presentarsi, in breve, come nazionalista ucraino. I giornali dell’epoca parlano dell’Ucraina di Kravčuk come un paese in preda alla corruzione. A succedere a Kravčuk vi fu Leonid Danylovyč Kučma, cresciuto anche lui nel partito comunistia. Wikipedia ricorda: “Durante la sua presidenza, Kučma chiuse giornali dell’opposizione e diversi giornalisti morirono in circostanze misteriose. Secondo lo storico Serhij Jekelčyk, l’amministrazione del presidente Kučma “ha impiegato liberamente frodi elettorali” durante il referendum costituzionale del 2000 e le elezioni presidenziali del 1999″.

Se mettiamo in fila i nomi importanti della politica ucraina successiva, continueremo a trovare personalità cresciute nel partito comunista e toccate da scandali economici di vario genere (da Julija Volodymyrivna Tymošenko, la “principessa del gas”, a Petro Oleksijovyč Porošenko, il “re del cioccolato”, oligarca e predecessore di Zelenskj).

Qualcuno potrebbe dire che qualcosa di simile è avvenuto anche in Russia, ma la realtà è diversa: in quel paese il potere politico, dopo un po’ di anni ha preso il sopravvento su quello economico e gli oligarchi sono stati in parte eliminati in parte allineati, con un effetto del tutto opposto: nonostante rimangano evidentemente criticità legate al passaggio dal comunismo ad un’ economia di mercato, la ricchezza media russa è cresciuta enormemente dal 1991 ad oggi (si può dire che mentre in Occidente il divario tra ricchi e poveri in questi decenni è enormemente aumentato, in Russia è, al contrario, diminuito, senza nulla togliere ai problemi che vi sono anche lì). Zelenskj fu eletto appunto perchè la tv lo aveva trasformato in un “servo del popolo”, in un nemico degli oligarchi. Peccato che la tv fosse, appunto, di un oligarca e che i fatti ci dicano, anche oggi, che Zelensky ha consegnato il paese ad approfittatori intenti ad arricchirsi in modo vergognoso alle spalle del loro popolo.

3) Mentre l’ucraino medio pensa al vicino russo con le categorie del passato (Holomodor ecc.), i governi ucraini hanno vissuto pienamente nel presente, cioè nel passaggio dall’economia di stato a quella capitalista, e hanno duettato con il mondo capitalista, non per modernizzare il paese ma per arricchire se stessi, e hanno ceduto alle lunsighe occidentali, ricevendo armi su armi, insistendo per l’entrata nella Nato, appoggiando rivoluzioni arancioni…

Nel 2009 Sergio Romano sul Corriere mette in guardia dallo spingere sull’entrata dell’Ucraina nella Nato.

La Federazione russa si è vista in questi anni accerchiata dalle guerre americane in Iraq, Serbia, Siria, Libia…cioè in zone che erano state od erano di influenza russa. Ha visto la Nato espandersi continuamente ad est nonostante le rassicurazioni post caduta del muro, gli attacchi al suo gas, prima con le sanzioni, poi, durante la guerra, persino con la distruzioine dei suoi gasdotti, e ha assistito alle politiche nazionaliste dei governi ucraini contro le minoranze russe del Donbass, contro la lingeua russa in Ucraina, e per l’entrata dell’Ucraina nella Nato. Provocazioni su provocazioni, denunciate per decenni non solo da Putin, ma anche da Eltsin e Gorbaaciov, non solo alcuni nostri politici, in tempi non sospetti, da Letta a Meloni, ma anche leader da come Angela Meerkel, e, più o meno direttamente, da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

Ogni tentativo di far passare questa guerra come quella dei buoni contro i cattivi, dei democratici (corrotti, senza elezioni, senza partiti di opposizione, perchè tutti fuorilegge) contro il dittatore ecc. è pura e semplice propaganda. Le elite occidentali e le elite ucraine, insieme alle armi russe, stanno distruggendo l’Ucraina, mentre fingono di sostenerla. Il tentativo di Trump di chiudere la guerra, che “per miracolo” non è sfociata in una terza guerra mondiale, quali che siano i suoi fini, è dunque da applaudire e da sostenere in ogni modo. Lo ha fatto, in Turchia, anche Leone XIV.