Antifona
Stillate, cieli, dall’alto,
le nubi facciano piovere il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. (Cf. Is 45,8)
Messa del Giorno
IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore Liturgico Viola
Domenica 21 Dicembre 2025
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della
Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: “Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto”. Ma Àcaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaìa disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”» (Isaia 7,10-14).
Nei primi decenni dell’anno 700 a.C. il profeta esorta il re Acaz a credere nel Signore, perché solo nella fede troverà sicurezza. Il sovrano, uno dei re di Giuda, negli anni in cui già da tempo c’era la frattura tra il regno di Giuda (a sud) e il regno di Israele (a nord), non si fida e, di conseguenza, non accetta di chiedere un segno. Nonostante questa incredulità, il Signore tiene fede alla sua continua presenza nella dinastia di Davide attraverso il dono di un segno che si fa promessa: «La vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele». È la profezia dell’Emmanuele, il Dio con noi, il figlio concepito e partorito dalla vergine Maria di Nazaret.
Il pannello «Profezia di Isaia» è opera in stucco policromo dello scultore palermitano Giuseppe Gianforma, che si trova in corrispondenza del presbiterio della Basilica della Santissima Annunziata di Ispica, provincia di Ragusa. Il grande pannello a fondo azzurro – uno dei tredici realizzati in basso ed alto rilievo dallo stuccatore più importante del settecento siciliano – raffigura il profeta Isaia che tiene tra le mani un libro aperto con l’iscrizione in latino «ECCE VIRGO CONCIPIET ET», che significa «Ecco, la Vergine concepirà e».
Accanto al profeta che guarda intensamente a Dio, rappresentato dal fuoco dai raggi dorati, il piccolo Gesù vince con la lancia il male, simboleggiato dal serpente con la testa di drago.
Ballata dedicata ai profeti
Nella «Ballata dedicata ai profeti» la poetessa Nelly Sachs, fuggita nel 1940 dalla Germania nazista in Svezia, premio Nobel 1966, interroga ogni persona: «Se i profeti irrompessero/ per le porte della notte/ e cercassero un orecchio come patria./ Orecchio degli uomini/ ostruito d’ortica/ sapresti ascoltare?// Se la voce dei profeti soffiasse/ nei flauti-ossa dei bambini uccisi,/ espirasse l’aria bruciata da grida di martirio/ se costruisse un ponte/ con gli spenti sospiri dei vecchi./ Orecchio degli uomini/ attento alle piccolezze,/ sapreste ascoltare?// Se i profeti entrassero sulle ali turbinose dell’eternità/ se ti lacerassero l’udito con le parole:/ chi di voi vuole far guerra a un mistero,/ chi vuole inventare la morte stellare?// Se i profeti si levassero/ nella notte degli uomini/ come amanti in cerca del cuore dell’amato,/ notte degli uomini/ avresti un cuore da donare?».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
