“Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi”

Ferdinand Georg Waldmüller, Giovane contadina con tre figli alla finestra, 1840,
Monaco, Neue Pinakothek

«Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto» (Isaia 35,1-6.8.10).

Il testo di Isaia, nel contesto della liturgia di Avvento, sottolinea la speranza e la trasformazione conseguente alla venuta del Messia, che trasformerà anche il deserto più arido in un giardino fiorito, simboleggiando la redenzione offerta ad ogni persona e la trasformazione del cuore. Il brano descrive la gioia piena e la pace finale per la salvezza che si realizza attraverso la fedeltà a Dio e rinnova l’invito a rimanere pronti e costanti nell’attesa perché il Signore, che guarisce e rinnova, è vicino.

L’opera «Giovane contadina con tre figli alla finestra», realizzata nel 1840, è stata dipinta ad olio su tela da Ferdinand Georg Waldmüller ed è esposta alla Neue Pinakothek di Monaco.

L’artista viennese presenta una scena all’interno di una cornice naturale dipinta, formata da legno e vetro colorato, con una giovane mamma e i suoi figli, affacciati alla finestra. La contadina al centro della composizione sembra emergere dall’oscurità, con il volto illuminato da una morbida luce riflessa mentre i figli sono in piena luce.

A sinistra, il bambino più piccolo, con una cuffia bianca, tenuto in braccio dalla madre, si sporge dalla finestra; a destra, un bambino biondo sembra indicare a qualcuno che sta in alto, ogni osservatrice e osservatore, con l’indice della mano destra; dietro il più piccolo, un bambino più grande, anche lui biondo, guarda fuori ridendo.


Nella poesia matura (1950) «Momento», Umberto Saba guarda dalla finestra e si rende conto quanto gli anni lo hanno aiutato a saper cogliere la felicità anche nelle piccolezze quotidiane. «Gli uccelli alla finestra, le persiane/ socchiuse: un’aria d’infanzia e d’estate/ che mi consola. Veramente ho gli anni/ che so di avere? O solo dieci? A cosa/ mai mi ha servito l’esperienza? A vivere/ pago a piccole cose onde vivevo/ inquieto un tempo».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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